Posts tagged: Fronte Rivoluzionario internazionale

set 15 2012

Oggi udienza convalida del fermo per Nicola e Alfredo

Oggi c'è stata l'udienza per la convalida del fermo. I media dicono che i due compagni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

In attesa della convalida degli arresti, i due compagni sono prigionieri nel carcere di Torino. E' possibile che nei prossimi giorni vengano trasferiti. Nel frattempo, per scrivere e inviare loro telegrammi:



Nicola Gai
Alfredo Cospito




C.C. via Pianezza 300 – 10151 Torino 

set 14 2012

Adinolfi. Ci sarebbero due fermi a Torino

 

Due fermi per l'agguato ad Adinolfi
Riconosciuti dalle telecamere

La svolta nelle indagini dopo quattro mesi dall'attentato all'amministratore delegato di Ansaldo Energia. I due fermati sono residenti a Torino e sono già conosciuti alle forze dell'ordine. Nei video ripresi davanti ad un ufficio dei carabinieri i loro volti mentre si allontanano dal luogo dell'agguato 

 

GENOVA – Dopo quattro mesi, svolta nelle indagini sullagambizzazione di Roberto Adinolfi, l'amministratore delegato di Ansaldo Energia ferito sotto casa, a Genova, il 7 maggio scorso. Due appartenenti all'area anarco insurrezionalista sono stati fermati in Piemonte mentre stavano per abbandonare l'Italia. Secondo la procura, sono loro gli attentatori che gabizzarono l'ingegnere.
Entrambi sono residenti a Torino: l'uno è un disoccupato, l'altro è titolare di una piccola tipografia. Sono Nicola Gay, 44 anni e Alfredo Cospito, 46 anni  
 
I due anarchici sono stati identificati grazie alle conversazioni intercettate e l'analisi della lettera di rinvendicazione dell'agguato. Nella rivendicazione, sono stati trovati elementi simili ad alcuni scritti riconducibili a Cospito, contenuti nella rivista-manifesto di area anarchica Kno3-foglio anarchico rivoluzionario. 
 
Ma ad incastrare i due anarchici sono stati soprattutto i filmati delle videocamere collocate davanti agli uffici dei Nas (carabinieri del nucleo antisofisticazione alimentare) di Genova, nella zona della stazione di Brignole, non lontana dal luogo dove gli attentatori abbandonarono lo scooter usato per l'agguato. I due, avviandosi a piedi alla stazione, si sarebbero tolti il casco senza accorgersi delle telecamere. L'identificazione è stata possibile grazie alle comparazioni delle segnaletiche della Digos: hanno precedenti.
 
Anche la compagna di Cospito è indagata ma non sottoposta a fermo. Agenti della Digos e carabinieri dei reparti speciali stanno perquisendo residenze ma anche centri di aggregazione di area anarchica in Piemonte, a Cuneo, in Toscana, a Pistoia, e in Liguria, a Bordighera dove la donna indagata, Anna B., è proprietaria di una casa perquisita dalle unità cinofile alla ricerca di esplosivo e della pistola, una Tokarev, utilizzata per l'attentato all'ingegnere Adinolfi.
 
L'agguato all'ingegnere Adinolfi era stata rivendicato dalla Federazione anarchica informale Fai. I fermi sono stati eseguiti su disposizione del procuratore aggiunto Nicola Piacente e del pm Silvio Franz.
lug 20 2012

FAI – Attaccate a due banche a Frascati

riceviamo e diffondiamo:

 

A chi è detenuto nelle carceri, a chi è ricercato, condannato o perquisito… agli anarchici colpiti dalle forze repressive dello Stato/Capitale…
FRASCATI (ROMA)
Nella notte di mercoledì 18 luglio 2012 attaccate due banche a Frascati. Lanciate due bottiglie molotov e un ordigno incendiario contro la banca di Roma Unicredit e Banca Nazionale del lavoro. Distrutto completamente quello Unicredit.
Lasciata scritta "LA TERRA VALE PIU' DEL VOSTRO DENARO" ed una (A) cerchiata.

 

DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA:

"Uscire dalla sofisticazione della mente, dai freni sociali e morali è il modo di affrontare questa guerra.
Distruggere la normalità dell'ordine, dell'autorità, l'incarico e il mestiere, la normalità della sperimentazione e creazione scientifico-tecnologica, il loro diritto giuridico sui corpi nei tribunali-processi, di accusa ma anche difesa. I punti di vista sono per chi decide altrui volontà, sono per chi ha delega e ruolo nella società, dei cittadini, la pulsione selvaggia non deve spiegazioni politiche/culturali.
Vediamo e sentiamo di persona ciò che fanno alla Terra, agli animali, agli anti-autoritari e ci basta per motivare i nostri attacchi ogni volta con maggiore forza e determinazione… avanti anarchici, sabotare e distruggere il presente!"
Tutto trova finalmente non-senso, i nostri corpi che si muovono nell'apparenza quotidiana ogni giorno, fra deboli cittadini avversi alla ribellione, aspettando la prossima occasione per scatenare i nostri istinti e la nostra rabbia.
Abbiamo trovato e mai incontrato alleati pratici in tutto il mondo, uniti nella nuova guerriglia anti-autoritaria contro l'esistente. Anarchici d'azione legati da una forza unica, la liberazione totale del vivente, dell'individuo (soprattutto se stessi), della Terra per la distruzione totale dello Stato, dell'autorità militare e di Religione. Un cammino lontano dalla strada piena di indicazioni, ci mouviamo su sentieri selvaggi impenetrabili, in una guerra quotidiana che ci libera nel dolore.
Noi individui delle azioni violente e pratiche scacciamo le paure e le indecisioni morali-sociali, di condanna o morte, di cui si nutre il dominatore-potere, ora quelle paure le vomiteranno sotto forma di terrore.
 
"Adesso so. So esattamente quel che devo fare.
Dai, ancora una volta. Con più forza, stavolta.
Fino alla fine. Viva l’Anarchia.” CCF
CON L'INTERNAZIONALE NERA
LUNGA VITA AL FUOCO DELL'ANARCHIA!

FRONTE RIVOLUZIONARIO INTERNAZIONALE
FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE
Individualità Sovversive Anticivilizzazione
FAI IRF

 

giu 06 2012

Insurrezionalismo e individualismo. Non facciamo confusione (di ginetta moriconi)

riceviamo da una nostra affezionata lettrice e pubblichiamo

 

INSURREZIONALISMO E INDIVIDUALISMO. NON FACCIAMO CONFUSIONE

I

Ultimamente si sta facendo una gran confusione fra individualismo e insurrezionalismo, come se fossero la stessa cosa. Per come la vedo io l'insurrezionalismo è più che altro una ipotesi strategica che una metafisica politica di merito. Ad esempio il partito degli anni '70 Potere Operaio cantava nel proprio inno "stato e padroni fate attenzione nasce il partito dell'insurrezione". Insomma erano del "comunisti insurrezionalisti" e rivendicavano di essere addirittura il "partito dell'insurrezione". 

Prendiamo oppure la principale organizzazione anarchica insurrezionalista degli anni '70 in Italia, Azione Rivoluzionaria. La quale nelle sue rivendicazioni ebbe la lucidità di anticipare temi come la distruzione delle metropoli, la critica alla mitologia del proletariato industriale e della classe operaia, nonché di quelle che Leopardi avrebbe chiamato "le magnifiche sorti e progressive" del positivismo scientifico borghese, purtroppo  tipico anche del determinismo marxista. Una straordinaria organizzazione anarchica, forse la prima organizzazione armata postmoderna, anticipatrice del primitivismo di 20 anni. Ebbene persiono loro usavano nelle loro rivendicazioni la parola "anarchia" e la parola "comunismo" come sinonimi. Nel loro documento principale, inviato a due riviste, una anarchica e una comunista, usavano le due parole a seconda del destinatario. Sia "anarchia" che "comunismo" per loro significava società senza proprietà privata, sfruttamento, stato, padroni, carceri, metropoli, inquinamento, ecc.

Recentemente invece ci sono dei compagni, come gli eroici prigionieri greci delle Cellule di Fuoco, che si definiscono esplicitamente "nichilisti", "antisociali" e "antiorganizzatori". Stessa terminologia viene usata a sproposito anche da gloriosi gruppi latinoamericani. Per quanto la stima umana e politica, la solidarietà per il loro eroismo, sia enorme da parte mia, per quanto io ammiri e invidi il loro coraggio e il contributo rivoluzionario che stanno dando dalle loro celle, non posso esimermi da criticarli quando lo ritengo necessario. Non conosco il greco moderno (neanche quello antico in verità) e mi pare che i loro documenti spesso vengano prima tradotti in inglese e da lì in italiano, quindi lascio aperta la possibilità di fraintendimenti. Qualora però l'espressione sia esatta e il significato in greco sia lo stesso che in italiano, non voglio rinunciare ad esprimere le mie critiche per un linguaggio che mi sembra francamente "superficiale". Spero che questa lettera in qualche modo arrivi loro e che possano quindi rispondermi anche criticamente se lo ritengono. Come si può al contempo essere membri di una organizzazione rivoluzionaria, per quanto informale possa essere, e definirsi "antiorganizzatori"? Come si può essere membri di una organizzazione, per quanto informale, e definirsi "antisociali"? Già se sei in due, almeno nella lingua che io parlo, non si è "antisociali".

Purtroppo questa confusione teorica e terminologica la troviamo anche nella rivendicazione dell'attentato contro l'ad dell'Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi. Un documento ineccepibile per quanto rigurda il discorso generale, ma in cui ogni tanto ci sono parole come "individualismo" e "nichilismo" che mi fanno accapponare la pelle, mentre scompagliono parole come "proletariato" che erano invece presenti in tutti i documenti della Federazione Anarchica Informale dei primi anni. Questo è del tutto legittimo, dato che affermano di essere alla prima azione e non conoscere gli altri, ma è altrettanto legittimo criticarli quando la critica non è una condanna per il fatto, eroico, ma per questioni teoriche. 

Io ritengo invece che "insurrezionalismo" e "individualismo" non siano sinonimi. L'insurrezionalismo è semplicemente una ipotesi strategica. E' la tesi per cui non si crede nella cosiddetta "rivoluzione democratica", non si crede alla via elettorale di Chavez alla rivoluzione, non si crede alla via europea di Berlinguer al comunismo. L'insurrezionalismo considera la rivoluzione come una guerra le cui battaglie sono le insurrezioni. Pensa che sia attraverso la propaganda col fatto prima, con la sollevazione popolare di massa poi e infine con la rivoluzione che si potrà creare un mondo migliore. Questo però non ci dice nulla se gli insurrezionalisti siano individualisti o comunisti, anarchici o stalinisti. Ad esempio le BR, che parlavano di "propaganda armata", volendo aggirare con questo termine la "propaganda col fatto" dell'anarchico Malatesta, ma di fatto parlando della stessa cosa, ebbene anche loro, a rigore, possono essere considerati degli "insurrezionalisti", per quanto stalinisti.

II

La grande innovazione teorica dell'anarchismo di lingua italiana nel profondo concetto di "informalità" è stata proprio quella di superare la dicotomia fra individualismo e comunismo in seno al movimento anarchico. Questa dicotomia andava avanti dalla matà del XIX secolo, dai tempi di Stirner e Proudhon, Bakunin e Nečaev. E' stata la genialità del compagno Alfredo Maria Bonanno a superare per la prima volta questa dicotomia e per questa impresa teorico-filosofica passerà alla storia dei pensatori anarchici.

Scrive Bonanno:

"Nei compagni anarchici c'è un rapporto ambivalente con il problema dell'organizzazione. Ai due estremi si collocano l'accettazione della struttura permanente, dotata di un programma ben delineato, con mezzi a disposizione (anche se pochi) e suddivisa in commissioni; e il rifiuto di ogni rapporto stabile anche nel breve periodo. Le federazioni anarchiche classiche (vecchia e nuova maniera) e gli individualisti, costituiscono i due estremi di qualcosa che cerca comunque di sfuggire alla realtà dello scontro". (Affinità e organizzazione informale, 1985)

Quindi Bonanno considera sterili e inutili sia l'individualismo che le organizzazioni burocratiche dell'anarchismo sociale. L'organizzazione informale è la sintesi in un certo senso hegeliana fra le antitesi individualismo e organizzativismo. E' una organizzazione, si mettano l'animo in pace gli antiorganizzatori.

In tempi più recenti, proprio su queste pagine virtuali (www.anarchaos.org) un grande contributo è venuto da un giovane e candido compagno. Michele Fabiani ha analizzato i limiti del dualismo:

"La nostra civiltà si fonda sul concetto di dualismo, basti pensare ai concetti di Bene e Male, o ai contrari di Eraclito, o alla lotta tra classi nella visione marxista, alla dialettica hegeliana e molti altri esempi ancora si possono fare. Il dualismo, come ogni concezione imposta dall’alto e da applicare ad ogni fenomeno naturale, è un concetto profondamente antilibertario, assiomatico e antisperimentale. Non si può racchiudere la complessità delle motivazioni che spingono un individuo alla ribellione ed alla conflittualità con il potere politico ed economico, in un semplice scontro tra “idee” (le classi in fin dei conti sono delle idee), piuttosto dovrebbero essere le idee ad essere prodotte per rappresentare il più adeguatamente possibile i fenomeni; ciò significa che quando un’idea non è più adeguata abbastanza a ciò che con essa si vuole dire ne va ipotizzata una diversa". (Sperimentiamo l'Anarchia, 2008)

Fra i tanti anche il dualismo fra destra e sinistra, fra Stato e Capitale, ma anche il dualismo degli anarchici fra organizzatori e antiorganizzatori:

"E’ il più sentito tra gli anarchici, interessa molto di meno agli altri. Come ogni dualismo è amplificato nell’era moderna dove di fronte ad una realtà più complessa del passato, c’è l’esigenza di idee chiare: o sei libero o sei servo dell’organizzazione, o sei parte della struttura rivoluzionaria o sei un elemento irrazionale piccolo borghese fine solo a te stesso. Di fronte a questa semplificazione io credo che l’anarchismo sperimentale debba provare a ipotizzare idee alternative alla costrizione poco libertaria del “o stai con me o contro di me”. Un po’ come il discorso fatto sopra sulla violenza, così anche l’organizzazione può essere utile come può essere dannosa, è una questione di opportunità. [...] E’ chiaro che le organizzazioni “eterne” sono sempre dannose, poiché esse tendono a sopravvivere oltre lo scopo immediato e quindi lo pongono in secondo piano: non sono più finalizzate all’attacco e alla distruzione dello Stato, ma se questo attacco incrina la loro sopravvivenza lo condannano come provocatorio. Sono utili invece le organizzazioni con strategie a breve e medio termine, con tattiche fantasiose, innovative e sperimentali. Ad esempio organizzarsi contro la costruzione di un inceneritore creando gruppi di discussione con la popolazione locale, oppure organizzazioni che hanno il compito di supportare i compagni e le compagne finite/i in galera dopo un’operazione repressiva, od organizzazioni nei luoghi di lavoro. Le Unioni, come le chiama Max Stirner, si sciolgono quando il loro scopo è stato raggiunto, quanto l’inceneritore non viene più costruito, quando i compagni e le compagne in carcere sono di nuovo liberi/e, quando hai raggiunto l’aumento per il quale ti eri impegnato. Lo scopo degli anarchici non è quello di conquistare il palazzo del potere e metterci la nostra bandiera sopra, il nostro scopo è fare la rivoluzione, farla con tutti gli insorti, e non utilizzare le insurrezioni per scopi autoritari e di avanguardia. La rivoluzione la si fa con i vecchietti del quartiere che insorgono contro l’inceneritore che ha portato morti e tumori, con i colleghi di lavoro, con quelli che assaltano i supermercati perché non possono comprarsi ciò di cui hanno bisogno, con chi incendia i pozzi di petrolio perché inquinano le falde acquifere del villaggio, ecc. Non succederà mai nella storia che tutte queste individualità saranno unanimemente anarchiche, chi aspetta quel momento per dare fuoco alle polveri o è cieco di fronte alla realtà o è un codardo! Piuttosto dobbiamo portare nei momenti di rivolta uno spirito il più possibile libertario e il meno possibile autoritario, essere presenti nello organizzazioni che nascono dal basso, ma mai creare le Sante Organizzazioni con scopi teorico-strategici che hanno tempi lunghissimi" (Sperimentiamo l'Anarchia, 2008).

Prendiamo poi il primo documenti della Federazione Anarchica Informale:

"Per superare i limiti delle singole progettualità e per sperimentate le reali potenzialità dell’organizzazione informale, nel nostro caso quella di una federazione di gruppi d’azione o singoli individui, abbiamo dato vita alla Federazione Anarchica informale. Convinti che solo un’organizzazione priva di centro decisionale, caotica e nello stesso tempo orizzontale dove nessun gruppo o capetto imponga la propria autorevolezza possa soddisfare la nostra necessità di libertà qui e ora. Miriamo a uno strumento organizzativo che rispecchi in sé la visione della società anarchica per cuilottiamo. Strumento organizzativo quindi non il ricalcare le orme di un partito armato di vecchia memoria, non un’organizzazione finalizzata alla ricerca di adepti: uno strumento, l’organizzazione informale, da utilizzare per testarne l’efficacia, l’effettiva capacità di accrescere qualità e continuità dell’agire rivoluzionario, strumento organizzativo altrimenti inutile e destinato ad autodissolversi. Conciliare organizzazione e dibattito teorico/pratico con l’anonimato di gruppi/singoli è possibile mediante un dialogo diffuso attraverso le azioni: che oltre ad apportare il loro specifico discorso distruttivo veicolano anche altri messaggi (attravreso modalità e mezzi utilizzati, obiettivo comunicazione) indipendentemente dai danni materiali. Tutto ciò nella consapevolezza che non sarà certo una minoranza, per quanto bene armata, a fare la rivoluzione, ma decisi a non posticipare la nostra insurrezione in attesa che tutti siano pronti: convinti, oggi come sempre, che il più semplice fatto diretto contro le istituzioni, comunichi meglio che non migliaia di parole". (riv. attentato a Prodi nel 2003)

Insomma si parla di organizzazione.

Infine un'ultima citazione sui media:

"Una vita per lo spettacolo ( noi e i media)
L´utilizzo e/o il rapporto con i mass media sono da anni oggetto di feroci discussioni all´interno del movimento e, al di là della sociologia spicciola e delle singole ipocrisie, traspare il timore di venire fagocitati dal mostro. I progetti di “recupero del dissenso” sono centrali nelle strategie di repressione attuati dal regime democratico e proprio i media se ne fanno portavoce e campione ( v. fenomeno no global eccetera). Rimane il fatto che in ogni singola cella di ogni carcere italiano c´è un televisore acceso e circolano quotidiani, così come il fottuto elettrodomestico imperversa in (quasi) tutte le case, ospedali, locali pubblici, eccetera. Il passaggio attraverso il veicolo mediatico ( tv, carta stampata, internet, eccetera) è rischioso ma inevitabile. Ci si rende passibili di censura, travisamenti, ma attraverso quelle forche caudine tutti, violenti o non violenti, passiamo. Siamo certi che anche il più dogmatico fautore dell´anonimo diffuso concordi sul fatto che un bancomat acquisti maggiore utilità se ad accorgersi, ed evidentemente imitare ammirati l´atto, rendendosi conto che le banche sono attaccabili e meritevoli di ciò, non siano solo i 2 o 3 clienti più mattinieri o l´impiegato più zelante, ma qualcuno in più. Preferiamo che siano i compagni con l´efficacia delle proprie azioni a costringere la stampa a parlarne che una stampa impietosita da innocui e pittoreschi manifestanti ci ricami su un accondiscendente trafiletto". (riv attentato a Saneremo, 2004).
 
Alla faccia di chi oggi, compresi gli amici di anarchaos, sputano in faccia ai giornalisti che li cercano [si riferisce a http://www.anarchaos.org/2012/05/anarchaos-e-il-giornalismo-di-regime-niente-da-spartire/, n.d.r.] . Questo significa utilizzo tattico della stampa, cazzo! Mentre oggi domina una coglioneria antigiornalistica che porta alla persecuzione di quei compagni che osano parlare con un pennivendolo, anche per sbaglio. Sono vecchietta ormai e ricordo benissimo una conferenza stampa dei compagni di anarchismo dei primi anni Novanta a Roma dopo la prima ondata di perquisizioni che poi porteranno alla nota "operazione Marini". Per loro la conferenza stampa era essenziale per difendersi, non avevano tanta repulsia iconoclasta verso la stampa.
 
III
 
In conclusione. Nei limiti della sicurezza vorrei che i compagni mi rispondessero sulle questioni teoriche di fondo che ho provato a sollevare. Il mio auspicio è che le organizzazioni rivuluzionarie non facciano passi indietro. Che non rinneghino la grande scoperta teorica dell'informalità come bandolo della matassa della contrapposizione fra individualismo e organizzazione. Che non si torni alla guerra fra individualisti e organizzatori. Ma che ci si unisca tutti in una organizzazione informale, dove, senza conoscerci, ai limiti dell'individualismo ma al contempo ad un passo dall'organizzazione per quanto elementare, che riesca davvero a fare del male allo Stato e al Capitale. 
 
Saluti rivoluzionari a chi soffre nelle galere. Saluti a chi rischia la vita e la libertà nella lotta. A prescindere dalla critiche.
 
 
Ginetta Moriconi
mag 14 2012

CCF – Proiettili di parole per i proiettili della FAI/FRI

trad. ParoleArmate

È un momento meraviglioso, il momento in cui il nemico si inginocchia e cade dalla determinazione dei tuoi fratelli e sorelle. Qualche giorno fa Roberto Adinolfi, dirigente della compagnia di energia nucleare Ansaldo Nucleare, è stato colpito da un proiettile dai nostri fratelli e sorelle del Nucleo Olga della Federazione Anarchica Informale (FAI) – Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI).

Roberto Adinolfi è un sommo sacerdote del nuovo totalitarismo degli imperativi della scienza e della tecnologia. La scienza è diventata la religione moderna dei nostri tempi, che promette ad una società apatica il letargo di una pancia ripiena e di paradisi artificiali in cambio della freddezza e del cuore vuoto annegato nel compromesso.

L’impero del totalitarismo scientifico è nutrito dalla vanità di una civilizzazione autoritaria antropocentrica. Una civilizzazione imposta sui nostri desideri, le nostre scelte, la natura e gli animali, trasformando la vita in una scala quantitativa per soddisfare le sue miserabili statistiche. Allo stesso tempo, le persone di adesso finiscono per non riuscire nemmeno più ad osare vivere autenticamente, senza ipocrisia, e come sprofondano nella loro dipendenza alle tecnologie sostitutive della vita reale essi creano illusioni e relazioni superficiali. Ora, con le loro scoperte scientifiche, possono “offrirci” più tempo per invecchiare ma privandoci di un modo per vivere autenticamente. Così, la scienza genera il più freddo di tutti i mostri della follia umana. Stabilisce la fascistizzazione tecnologica delle nostre vite. Stabilisce i test genetici, il monitoraggio elettronico, i laboratori animali, le ricerche statistiche, la dittatura delle macchine e dei numeri.

Così i sommi sacerdoti dell’energia nucleare come Adinolfi avvelenano e saccheggiano la natura, gli animali e le persone, travestendo i loro crimini scientifici sotto forma di evoluzione. Gli spari ad Adinolfi sono la nuova poesia dell’azione anarchica. Nella macchina sociale dell’indolenza e del compromesso, gli appelli umanitari e le inibizioni riformiste che concernono il “rispetto” per la vita umana non perderanno mai. Ma nel nostro codice di coscienza le cose sono chiare. Noi non abbiamo alcun rispetto per la vita umana di per sé. Ciò che la vita umana fa per sé è produrre l’opzione di SCELTE. Le SCELTE sono quelle che danno valore alla vita umana, o la svalutano e la banalizzano. Quindi, qual è la ragione per rispettare la vita umana di piccoli e grandi tiranni come Adinolfi, che non hanno nemmeno per un momento rispettato le nostre vite?

La pratica degli attacchi armati era, è e sarà una parte integrale della nuova guerriglia urbana anarchica. La scelta dei COMPAGNI della FAI/FRI di chiamare la cellula che ha attaccato Adinolfi col nome di Nucleo Olga per la nostra compagna Olga Ikonomidou è un grande onore per noi ed un profondo atto di amicizia, che non verrà mai dimenticato. I proiettili e le parole della FAI/FRI sono riusciti a rompere l’inespugnabile delle specifiche condizioni imposte a Olga nella prigione Diavata e a distruggere la cella di isolamento dov’è rinchiusa sotto punizione disciplinare, monitorata 24 ore al giorno attraverso una telecamera a circuito chiuso; loro le hanno dato, dunque, la forza e il sorriso, ora che sa che tutto continua.

Per noi la FAI/FRI italiana è la seconda casa della Cospirazione, e metà del nostro cuore appartiene alla FAI/FRI italiana. Noi guardiamo avanti al tempo in cui ci uniremo alle nostre sorelle e ai nostri fratelli della FAI/FRI e ci solleveremo verso nuove battaglie per la tenace insurrezione anarchica. Sia la FAI/FRI sia la Cospirazione delle Cellule di Fuoco non sono una ricetta per risposte confezionate, ma sono un buon modo per iniziare con domande e richieste per una vita libera ed autentica. Compagni della FAI/FRI: possa un proiettile arrivare con ogni nostra parola, come il pensiero arriva con ogni vostra pallottola… ed il caricatore della vita continua ad essere caricato con sogni, desideri, ansie, lacrime, sorrisi, dubbi, discussioni, azioni…

Un giorno dopo la rivendicazione del Nucleo Olga della FAI/FRI, siamo stati informati dai media che la procura di Bologna, attraverso il ridicolo pupazzo-PM Enrico Cieri, ha emesso mandati di arresto contro di noi per la trappola-pacco che è stata inviata a Berlusconi. Più precisamente, i mandati d’arresto sono stati emessi per cinque di noi (Panagiotis Argirou, Giorgos Nikolopoulos, Haris Hadjimihelakis, Gerasimos Tsakalos e Christos Tsakalos), così come per due estranei che non hanno connessione in nessun modo con la Cospirazione e con l’anarchia insurrezionale della FAI/FRI.

I mandati contro di noi sono per rappresaglia da parte della procura di Bologna per l’attacco delle nostre sorelle e fratelli del Nucleo Olga della FAI/FRI. E’ un disperato tentativo da parte delle autorità italiane di interrompere ed impedire la rete informale internazionale che si sta sviluppando tra decine di cellule FAI/FRI. Ma invano. L’invito-incentivo dei compagni italiani a creare una federazione anarchica informale di anarchici d’azione ed il suo costante avanzamento è già nelle menti e nei cuori dei compagni di tutto il mondo. Nessuna accusa potrà mai fermarla, in nessun luogo.

I compagni della FAI/FRI hanno scritto nel loro testo “Non dite che siamo pochi“, e noi ora aggiungiamo “Non dite che possono fermarci…” la Federazione Anarchica Informale viaggia oltre confini e città, portando con se il monumento della tenace insurrezione anarchica. Come Cellula dei Membri Prigionieri della CCF, col nostro compagno e fratello Theofilos Mavropoulos, noi siamo INSIEME alla FAI/FRI in questo viaggio senza ritorno. Abbiamo bruciato i ponti dietro di noi, ed ogni inibizione è morta. Noi siamo anarchici pratici, e tutto ciò che possiamo dire alla procura di Bologna è: i vostri mandati non sono altro che carta igienica per noi, e siamo completamente indifferenti verso la ridicolezza della vostra esistenza, così come quella dei rappresentanti dello stato giudiziario italiano. E’ un tempo pericoloso per la mafia degli accusatori al giorno d’oggi. Le vite dei vermi come voi potrebbero presto incontrare una fitta pioggia di proiettili, o una potente bomba nella vostra macchina, o un pacco bomba nelle vostre mani… i mandati d’arresto in rappresaglia contro di noi sono un’altra orgogliosa prova che il Nucleo Olga FAI/FRI ha contrastato con una precisione eccezionale, causando il panico nel nemico. Gli attacchi che le nostre sorelle e i nostri fratelli hanno preannunciato attraverso i loro comunicato sono un’ammirabile continuazione della sfida sguinzagliata sia dalla FAI/FRI sia dalla CCF contro il Potere e la macchina sociale. Che è la sfida della tenace insurrezione anarchica. Che è la sfida della cooperazione internazionale degli anarchici pratici.

E se qualcuno di noi è ora prigioniero nelle mani del nemico, ciò non ci spaventa o ci fa pentire, la prigione nutre il lupo dentro di noi, e la nostra rabbia contro il Potere e la sua società cresce sempre più forte. Ognuno di noi, assieme a Eat, Billy, Gabriel, Marco, Silvia, Billy, Costa, Jock e i compagni imprigionati in Cile, Messico, Italia ed ovunque, verrà lasciato nemmeno per un momento da solo. Perché contiamo su tutti voi, i liberi e sconosciuti fratelli e sorelle, le cui azioni sentiamo nostre, le cui parole si incontrano con le nostre…

GUERRA CONTRO LA MACCHINA SOCIALE

LUNGA VITA ALLA TENACE INSURREZIONE ANARCHICA

PER IL RAFFORZAMENTO E LA DIFFUSIONE DELLA FAI/FRI E L’INTERNAZIONALE NERA DEGLI ANARCHICI D’AZIONE

Membri della Cellula Prigioniera della Cospirazione delle Cellule di Fuoco

Olga Ikonomidou

Giorgos Polydoros

Gerasimos Tsakalos

Panagiotis Argirou

Christos Tsakalos

Damiano Bolano

Mihalis Nikolopoulos

Giorgos Nikolopoulos

Haris Hadjimihelakis

ed il compagno anarchico Theofilos Mavropoulos.

 

mar 18 2012

Frascati (Roma) – Attacco incendiario contro punto Enel Green Power

riceviamo e diffondiamo

 

Con un ordigno incendiario artigianale 5 litri di liquido infiammabile con innesco a miccia abbiamo dato alle fiamme il punto Enel Green Power di Frascati, Negozio distrutto dalle fiamme.

Questa azione è in solidarietà con gli indios, nativi e popolazioni in lotta contro tutti i mostri tecnologici che devastano la Terra.

ENEL, oltre a fare pressioni per il nucleare, è co-responsabile di attività repressive e di espropri in tutto il mondo per costruire strutture di dominio delle “risorse” come il progetto idroelettrico dell’ EGP Enel Green Power “Palo Viejo”, nel Quiché, in Guatemala. Espropri delle terre, presenza massiccia dei militari, repressione e violenze sono abitudine ormai

di Governi e autorità al servizio di corporazioni e multinazionali in tutto il mondo.

Al fianco di chi difende la Terra!

Ad ogni provocazione e violenza dell’autorità rispondere colpo su colpo.

Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario internazionale

Individualità Sovversive Anticivilizzazione

 

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FUOCO LIBERATORE, PER LA DISTRUZIONE DELL’ ESISTENTE!

Masse di schiavi che eleggono i loro padroni, controlli capillari della popolazione, statistiche, schedature, video sorveglianza, manipolazioni genetiche, tecnologie che rendono tutto artificiale … questo è alla base del dominio e sarà sempre peggio, questo esistente deve essere distrutto.
Compagnie e multinazionali come ENI, ENEL, FIAT, ENEA, compagnie telefoniche e i loro simili negli altri paesi, hanno preso il controllo totale del pianeta e delle sue “risorse” (gas, petrolio, legname, acqua, minerali).
I Governi e le autorità hanno il solo scopo di mantenere questo stato di cose, le grandi industrie e Compagnie sembrano intoccabili ma non è così. Nelle Città si trovano i loro tentacoli e le fondamenta di questi parassiti civili; banche, uffici postali, centri di ricerca, ripetitori, concessionarie, distributori … senza di essi non sopravvivono, vanno distrutti.
Non può e non deve esserci dialogo con l’ autorità e finirla di stare sulla difensiva significa di passare all’ attacco.
 Gli ultimi eventi della lotta contro i Treni ad Alta Velocità in Val di Susa dimostrano il fatto che sono  finite le illusioni, soprattutto dei sinistrorsi e ambientalisti, di discutere con i governi e la politica.
Quello che serve in questo momento è un segnale forte di rivolta, di intensificazione degli attacchi e di maggiore  “potenza di fuoco” e del danno recato.
Distruggere l’ esistente è anche andare verso ciò che non è scritto o programmato, e creare ogni giorno la propria di esistenza e solo questo è un piacere.
Con la volontà di dare un contributo al dialogo informale internazionale con un segno di anticivilizzazione e liberazione dei viventi.

Viva l’ anarchia! Per l’ insurrezione antiautoritaria!

Questo comunicato non rappresenta il pensiero di tutti quelli che partecipano alle azioni di sabotaggio e distruzione,
 è una delle tante linee di pensiero… meglio così!

FAI/FRI – I.S.A.

mar 10 2012

Roma – FAI/FRI Nucleo Antisociale rivendica attacco esplosivo contro una filiale del Mps

L’esplosione mercoledì notte a Roma, davanti alla filiale di via dei Prati fiscali. La lettera, a firma Federazione anarchica informale/Fronte rivoluzionario internazionale Nucleo Antisociale, è stata sequestrata dagli agenti della Digos: sono in corso accertamenti

L’attentato esplosivo, con cui il Nucleo Antisociale spiega di aderire alla Fai/Fri (Federazione anarchica informale/Fronte rivoluzionario internazionale), viene rivendicato come un nuovo tassello, un nuovo contributo nella lotta contro lo Stato e le banche, il capitalismo.

Il Nucleo antisociale-Fai dedica questa azione a Eat e Billy, anarchici indonesiani arrestati per un attacco ad una banca e già comparsi in altre rivendicazioni seguite ad altri attentati simili. Solidarietà viene poi espressa agli anarchici arrestati in tutto il mondo, tra cui quelli finiti in carcere per le azioni contro la Tav.

 

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