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Autore Discussione: Ragazzi gay aggrediti con sassi e bottiglie (chieti)  (Letto 158 volte)
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« inserito:: 06 Giu, 2012, 14:57 »

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/06/05/news/aggressione_omofoba_chieti-36624361/

Insultati e presi a sassate, davanti a un locale nel quale era stata organizzata una serata gay-friendly, nella notte di domenica, a Chieti scalo. Vittime di quello che è stato un vero e proprio assalto, che sarebbe durato circa un'ora, un gruppo di circa trenta ragazzi. Alcuni degli aggressori, una cinquantina in tutto, avevano le bandiere del Chieti Calcio ma anche maglie con simboli neonazisti che si richiamavano alle SS. A denunciare il caso è Andrea Cerrone, avvocato dell'associazione "Jonathan. Diritti in movimento", che ha anche preannunciato una segnalazione formale all'autorità giudiziaria.

Il raid è avvenuto tra la mezzanotte e l'una di notte, di fronte al locale "La Fontana", a piazzale Marconi. "Gli aggressori - racconta Cerrone a Repubblica.it - hanno atteso diverso tempo, prima di agire. Probabilmente aspettavano che il gruppo, inizialmente molto nutrito, si assottigliasse". Prima hanno iniziato a insultare i presenti, con i classici epiteti omofobi ("questa piazza è sporca, via i fro..."), per poi passare a una vera e propria aggressione fisica. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, il branco ha iniziato a lanciare sassi e bottiglie, con il chiaro obiettivo di colpire e fare del male. "Una persona è stata ferita da un sasso alla caviglia, e un altro ragazzo è rimasto ferito al gomito", riferisce ancora il legale. Il bilancio è di cinque feriti non gravi, ma non è escluso che possa aggravarsi,
visto che si stanno ancora raccogliendo le testimonianze dei trenta ragazzi presenti.

Uno degli aggressori sarebbe anche stato armato, particolare ancora tutto da verificare: "Ha detto in dialetto 'io caccio il ferro' e, alzando la maglietta, ha mostrato il calcio di una pistola che spuntava dai pantaloni", riferisce l'avvocato Cerrone. La polizia, chiamata da una delle vittime del raid neofascista, sarebbe arrivata con ampio ritardo (alcuni testimoni parlano di un'ora di attesa), provocando la fuga degli aggressori. Che, però, non si sono dati per vinti e non hanno desistito dai loro intenti. L'aggressione, infatti, sarebbe poi proseguita, anche nelle vie limitrofe: "Alcuni giovani hanno raccontato di essere stati inseguiti e insultati, mentre raggiungevano la loro auto", fanno sapere dall'associazione "Jonathan", che ora sta raccogliendo quante più testimonianze possibili.

Dalla Questura di Chieti riferiscono che gli interventi delle volanti sono stati complessivamente due: "La prima volta siamo stati contattati da un ragazzo che ha detto di essere stato offeso e colpito dal lancio di mele. Quando la volante è arrivata sul posto, pochi minuti dopo la chiamata al 113, non ha riscontrato la presenza di feriti". La seconda richiesta di intervento risale alle 2: "Un'altra persona, che stava passeggiando con la fidanzata e, quindi, non c'entrava nulla con la serata del locale, ha lamentato di essere stata colpita da una bottiglia al braccio sinistro".

Le associazioni del posto, tra le quali anche Arcigay, hanno ora dato mandato a Cerrone di istruire una denuncia. I ragazzi feriti sono stati invitati a farsi medicare al pronto soccorso, per essere refertati. Qualcuno si è già detto pronto a fornire le proprie generalità, altri temono ritorsioni, come spesso avviene nei casi di violenze omofobe. A loro, tramite Facebook, rivolge un appello Paolo Patané, presidente di Arcigay: "Ora ci vuole coraggio. Denunciamo senza paura questa gentaglia, perché la violenza non deve prevalere. Vediamo se questi presunti 'maschi' si sentono forti anche senza avere le pietre in mano".

Paola Concia, deputata del Pd, definisce l'episodio "inquietante": "Siamo di fronte a un gruppo che si è organizzato per colpire dei ragazzi gay". La parlamentare rivolge un appello alle forze dell'ordine: "Episodi del genere non vanno sottovalutati, e polizia e carabinieri devono imparare a rendersi accoglienti verso denunce di questo tipo. I ragazzi vanno spronati a presentarsi negli uffici di polizia e vanno sostenuti nelle loro denunce. Le vittime di omofobia sono spesso reticenti, perché non si sentono tutelate dalla legge, da una legge che non c'è. Di fronte ad un'aggressione del genere non si può rimanere in silenzio". Posizione condivisa da Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, che denuncia "l'assenza dello Stato su questi temi": "Mancano azioni concrete contro l'omofobia. A partire da una legge specifica, che da noi è assente, fino alle azioni formative nelle scuole, spesso il primo centro di 'formazionè dell'omofobia".
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« Risposta #1 inserito:: 15 Giu, 2012, 16:56 »

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_giugno_14/aggressione-gay-allegrezza-201607625268.shtml
ROMA - Ancora un’aggressione di un omosessuale nella Settimana Arcobaleno. Guido Allegrezza, 47 anni, attivista gay romano e uno degli organizzatori della manifestazione – che si concluderà il 22 giugno prossimo con il sit-in a piazza Farnese contro ogni forma di violenza e discriminazione - è stato picchiato a sangue mercoledì notte all’Eur, nei pressi dell’obelisco in piazza Guglielmo Marconi, da cinque giovani che lo hanno ferito alla testa con una grossa pietra e l’hanno poi colpito con calci e pugni.

L'ospedale San CamilloL'ospedale San Camillo
INDAGA LA POLIZIA - Sull’aggressione indaga la polizia, avvertita alle 2 dalla vittima stessa, medicata e dimessa dall’ospedale San Camillo con 30 giorni di prognosi per la frattura di tre costole, una ferita alla testa, ecchimosi e contusioni sul volto e altre parti del corpo. Della vicenda è stato interessato anche Oscad, l’Osservatorio del ministero dell’Interno contro le discriminazioni. Gli aggressori avrebbero fra i 25 e i 30 anni, e sarebbero romani. Dopo il pestaggio sono fuggiti a piedi. Non si tratterebbe di un tentativo di rapina perché alla vittima non sono stati portati via portafoglio e telefonino.

«LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA» - Allegrezza è stato aggredito mentre stava andando a prendere la macchina al parcheggio. «Chiediamo pene esemplari per gli aggressori di questi episodi e ribadiamo la necessità di una legge contro l’omofobia», dicono i responsabili del Coordinamento Arcobaleno, composto da Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Azione Trans, Di’ Gay Project, Gay Center e Gay Lib. Nei giorni scorsi erano stati picchiati un giovane gay in via dei Baullari, vicino a Campo de’ Fiori, e una ragazza alla Gay Street davanti al Colosseo, mentre all’inizio del mese, sulla spiaggia vicino Ardea, a 20 chilometri dalla Capitale, è stato colpito un transessuale, e a Velletri due ragazze omosessuali, insultate in un pub da un gruppo di giovani che si sono poi accaniti sulla loro auto.

Rinaldo Frignani
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