Da Pomigliano si può ripartire
DA POMIGLIANO SI PUO’ RIPARTIRE:
LA FIAT HA CHIESTO UN PLEBISCITO E HA PERSO,
IL 35% DEI LAVORATORI GLI HANNO DETTO: NO!
GRANDE PROVA DI RESISTENZA DEGLI OPERAI CONTRO IL RICATTO FIAT DI MARCHIONNE CHE AVEVA CHIESTO UN PLEBISCITO PER CANCELLARE DIRITTO DI SCIOPERO E DIRIITTI SUL LAVORO E METTERE IN GINOCCHIO LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI (FIOM e COBAS) CHE AVEVANO SCELTO LA STRADA DEL NO E DEL CONFLITTO.
In una votazione simile alle elezioni del 1924 ( le hanno provate tutte per intimidire gli operai, mancava solo l’olio di ricino), con la complicità dei sindacati confederali, compresi i vertici CGIL, (Epifani in testa), Marchionne riceve un bel no alla sua richiesta di plebiscito. Ora la palla torna a lui, che fa? se ne va ? o si piega ?
Altro che plebiscito, il 35 % dei lavoratori ha detto no e tra gli operai la percentuale dei no è ancora più alta e va oltre il 40%. Eppure avevano di fronte il fantasma della disoccupazione, adombrato continuamente con la minaccia di Marchionne di andarsene in Serbia se non riceveva un plebiscito, le lettere alle mogli degli operai in cui un futuro da fame gli veniva raccontato per posta, la patetica manifestazione (un grande flop) dei crumiri con cui si è tentato di scimmiottare ciò che successe a Torino nel 1980, la servile svendita dei diritti e della dignità, di CISL, UIL, UGL, le dichiarazioni di Epifani. Tutto questo non è bastato a piegare quasi la metà degli operai della FIAT di Pomigliano, che hanno raccolto l’indicazione del no di FIOM e COBAS.
Dal voto di ieri i sindacati operai che non si sono piegati alle intimidazioni al voto coatto escono rafforzati e la loro resistenza può diventare un punto di riferimento per le lotte che stanno per venire e, se si ha il coraggio necessario, essa può essere presa da esempio per una rivoluzionaria riorganizzazione generale della rappresentanza sindacale della classe operaia.
IL PROGETTO SOVVERSIVO DELLE CLASSI DOMINANTI RICEVE UN COLPO NELLE SUE CERTEZZE.
Dal punto di vista dell’analisi dello scontro politico e sociale in atto, vogliamo sottolineare questo incepparsi del fluido scorrimento della volontà padronale come un fatto molto importante. L’eversione padronale e governativa, emblematica quando attacca diritto di sciopero e diritti dei lavoratori (art.40 e 41 della Costituzione), è una eversione di natura fascista, di un fascismo del XXI secolo, nel senso che del fascismo che prese il potere nel 1922 prende gli obiettivi da combattere, la classe operaia e i suoi diritti, e serve come allora la stessa classe dominante, gli industriali. Ad esempio gli Agnelli c’erano allora tra i principali finanziatori delle squadre fasciste e ci sono oggi con altri mezzi.
DI MANCANZA DI DIRITTI SI MUORE SUL LAVORO
Thyssen Krupp Acciai speciali Terni, morto un altro operaio, è il secondo i sei mesi.
Dopo Diego, 31 anni, morto a dicembre, è toccato, dopo 20 giorni di agonia, a Leonardo 29 anni.
La chiamano produttività, la chiamano libertà di mercato, ma per gli operai è sempre sfruttamento e morte sul lavoro.
ASSOCIAZIONE CULTURALE CASA ROSSA


