mar 04 2010

Contro lo spettacolo indecente della politica italiana il Comitato antirazzista di Spoleto invita all’astenzione

CONTRO LO SPETTACOLO INDECENTE DELLA POLITICA ITALIANA IL COMITATO ANTIRAZZISTA DI SPOLETO INVITA ALL’ASTENSIONE

Stiamo assistendo da settimane – verrebbe da dire da anni – ad indegne gazzarre elettorali verso le quali denunciamo tutta la nostra amarezza e il nostro stupore. Ci avevano abituato ormai a tutto, o almeno così credevamo, ma abbiamo dovuto ricrederci.

Il delegato del PdL di Roma che si presenta con un’ora di ritardo allo sportello per la presentazione delle liste, le sue tre versioni per discolparsi (“ero a prendere un panino”, “avevo la figlia in macchina che non si sentiva bene”, “mancavano dei fogli” secondo gli avversari), sono solo l’ultima scena di una sequenza vergognosa cominciata con l’inchiesta sulla Protezione Civile e le risate nella notte del terremoto degli sciacalli della ricostruzione, proseguita con le montagne di schede elettorali compilate della ‘ndrangheta per il senatore PdL Di Girolamo, e infine conclusasi – almeno fino ad ora – con le firme non valide per il Celeste presidente lombardo Formigoni.

Ma l’opposizione, la cosiddetta opposizione, non è da meno. Da una parte ci sono i giustizialisti come Di Pietro, Travaglio, Grillo che invocano le forche e propongono leggi che vietino ai perseguitati dai tribunali di fare politica, mettendo sullo stesso piano gli studenti che occupano le scuole, gli operai che salgono sui tetti e bloccano le autostrade, i comitati che vengono caricati dalla polizia perché difendono la loro terra dalle discariche, dai ponti, dal nucleare, dalla TAV, i compagni che si armano di tanta buona volontà per abbattere questo sistema, con mafiosi e corrotti, tutti nel calderone dei pregiudicati da isolare. Dall’altra ci stanno quelli del pacchetto Treu sul precariato, delle amicizie potenti fra gli industriali e i banchieri.

Pensiamo alla “nostra” Umbria. Vorremmo sapere cosa ne pensa la candidata del PD  Catiuscia Marini dell’operazione Bruswood, visto che è da sempre considerata il braccio destro della Lorenzetti, che tutti a Spoleto sanno le gravi posizioni politiche che ha preso alla faccia del garantismo soli pochi minuti dopo gli arresti. Perché la Marini non fa un atto di coraggio e ci dice come la pensa sull’operazione Bruswood? Perché a Spoleto non prenderebbe neanche un voto! Per non dimenticare i piani regolatori che hanno devastato il territorio regionale, l’indegna “limonata” con l’opposizione di destra sul saccheggio del Rio Fergia da parte della multinazionale Rocchetta, le privatizzazioni e le lottizzazioni di questi ultimi anni.

Di fronte a questo spettacolo indecente si parla di tutto tranne che dei veri e gravi temi di questi tempi: il razzismo con la detenzione nei CIE per chi ha la sola colpa di non avere un foglio di carta chiamato permesso di soggiorno, la deriva autoritaria che ha portato i militari nelle strade, le ronde, i pestaggi contro gli stranieri e gli omosessuali, i tagli alla scuola pubblica, le classi differenziate, l’uso violento delle forze di polizia contro pacifiche manifestazioni sindacali, ambientaliste e studentesche, le inchieste – queste si da “stato di polizia” e per opera sempre “dei soliti due giudici politicizzati” per usare le parole di Berlusconi – contro chi esce dal coro e viene accusato di terrorismo per un corteo o per una scritta su un muro. Per non parlare della la Lega Nord che ha tagliato i fondi europei per il mezzogiorno per pagare le irregolarità dei ricchi imprenditori settentrionali e che contro chi osa contrastarla minaccia di avere pronti i fucili, o il post-fascista La Russa che si dice di pronto a tutto nel caso non venissero ossequiate le loro richieste, non dimenticando i bambini morti in Afganistan sotto le bombe del Nobel per la Pace Obama.

Di tutto questo nessuno parla, nemmeno la finta opposizione. Altrimenti non potrebbe, al prossimo giro di ruota, tornata al potere (ammesso cha da questa deriva autoritaria vi sia ritorno, al momento a sentire la parole di ministri e “colonnelli” nulla pare escluso) continuare a fare la guerra in Afganistan o magari sparare sugli immigrati, come ha fatto il “compagno” Zapatero sullo Stretto di Gibilterra, o imporre con i manganelli i suoi salassi fiscali, come sta avvenendo in Grecia.

Oggi più che mai andare a votare significherebbe legittimare questa classe politica che non merita affatto il nostro salvagente. Una scelta non di qualunquismo, ma di impegno quotidiano contro il razzismo, la crisi e la repressione.

COMITANTO ANTIRAZZISTA SPOLETO

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