feb 26 2010

1 marzo sciopero degli immigrati

Mozione a sostegno del primo marzo

Le compagne ed i compagni della Federazione Anarchica Italiana, riuniti a convegno a Rimini il 6 e 7 Febbraio 2010 approvano quanto segue:

Dai cantieri edili del nord fino alle campagne agricole calabresi di Rosarno, vivere in Italia per i migranti è sempre più difficile e pericoloso. L’attacco è feroce, spietato, attuato da un governo che sempre più si caratterizza in modo fascistoide e razzista, che legifera al fine di istituire norme da vero e proprio apartheid, ma che trova, purtroppo, sostegno anche in larghi settori dell’opinione pubblica toccati dalla crisi economica e sociale. Ai migranti il capitale impone condizioni di lavoro sempre più schiavistiche: ricattabilità, lavoro nero, salari da fame sono all’ordine del giorno. La connessione Permesso di Soggiorno-lavoro e le condizioni di “irregolarità” in cui molti immigrati sono costretti hanno creato un vero e proprio mercato delle braccia a bassissimo costo che, soggetto ad un sistema spietato di nuovo caporalato, è a totale disposizione delle imprese italiane di ogni dimensione e settore, cosche mafiose, ecc. mentre, contro chiunque provi a ribellarsi, dove non arriva la mano lunga della mafia, arriva il manganello pesante delle forze del disordine statale.
Per il popolo migrante, o per chi in questi lidi vi è nato, ma ne rifiuta la deriva autoritaria e razzista, non vi è possibilità di riscatto all’interno delle istituzioni. Tutti i partiti, di destra, di centro, di sinistra, negli ultimi quindici anni hanno legiferato e governato politiche migratorie fatte di flussi programmati, nell’istituire veri e propri lager dagli ingannevoli nomi come Centri di Permanenza Temporanea trasformatisi in Centri di Identificazione ed Espulsione, ecc.
I sindacati concertativi e di Stato come CGIL, CISL, UIL, UGL, ecc., ormai fedeli servitori di Stato e Capitale, si sono mostrati incapaci e mai determinati a sconfiggere il razzismo latente nei lavoratori italiani. Sono solo preoccupati di essere scavalcati da processi di reale autogestione ed emancipazione ad opera dei lavoratori migranti stessi, mentre sono totalmente inefficaci nella “difesa degli ultimi” massacrati dalle istituzioni, quando non sono, nei fatti, complici nel loro sfruttamento.
Il sindacalismo di base, che pure in diverse delle sue espressioni si è posto il problema della difesa e della tutela del popolo migrante, solo in poche occasioni è riuscito ad essere sufficientemente incisivo.

Ma per fortuna in tutta la penisola, accanto alla canea razzista, nascono e si sviluppano anche forme di solidarietà; assemblee e comitati antirazzisti in appoggio a lotte operaie con predominante presenza migrante, influiscono nel conseguimento di importanti vittorie dimostrando che solo la lotta unitaria tra sfruttati contro sfruttatori è la giusta via da perseguire.

Auspichiamo che la giornata di lotta del popolo migrante indetta per il 1° marzo si caratterizzi come sciopero generale avente un protagonismo diffuso soprattutto animato e autogestito da una determinata e importante partecipazione immigrata.

Razzismo e xenofobia, utili strumenti di Stato e Capitale per far credere che sia lo “straniero” il responsabile e dei loro disastri, vanno debellati anche attraverso una grande mobilitazione quotidiana che sia insieme politica e culturale.

Lo sciopero del 1° marzo, se declinato nei singoli territori in modo incisivo contro i centri dello sfruttamento, può essere un importante momento di lotta e reale strumento di azione diretta e di sabotaggio della macchina capitalistica. Esso deve poter anche esprimere e radicalizzare la totale contrarietà ad ogni forma di discriminazione e di rilancio per la conquista di nuovi, e alcuni persi, diritti sociali.

FEDERAZIONE ANARCHICA ITALIANA

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