dic
29
2009
Comunicato della FAInformale 17/12/09
fonte: informa-azione.info
Pubblichiamo la scansione di un documento pervenuto per via epistolare nei giorni scorsi a diverse realtà anarchiche e di movimento in giro per l’Italia

fonte: informa-azione.info
Pubblichiamo la scansione di un documento pervenuto per via epistolare nei giorni scorsi a diverse realtà anarchiche e di movimento in giro per l’Italia
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Voi FAI Informale siete degli infami infiltrati.
Dicevate che avreste messo ogni attenzione al fine di evitare vittime innocenti ed invece gettate discredito sul movimento e utilizzate ancora metodi ottocenteschi.
Fatevi pagare dal Ministero dell’Interno, visti i favori che gli fate.
Caro mio, qui non c’è nessun FAI informale.
Quello di sopra è un comunicato, che lo abbia fatto chi lo abbia fatto, ci sono scritte delle cose, ognuno le può leggere e decidere di pensarne quello che vuole, noi non diamo indicazioni di lettura, nè decidiamo per tutti gli anarchici quali azioni sono giuste e quali sbagliate, e non diamo a nessuno dello sbirro solo perchè non la pensa come noi, come troppo spesso anche nel movimento anarchico purtroppo avviene.
Quelle della FAI formale sono azioni con cui tutto il movimento anarchico si confronta e si deve confrontare, quindi non capisco perchè non leggerne i comunicati, cercare di capirli, commentarli, criticarli anche, e insomma ogni cosa possibile. In altri paesi esistono grossi movimenti che attraverso azioni dirette ben più esplosive di quelle che avvengono qui in Italia cercano di opporsi allo Stato e al Capitale.
Comunque sia siamo d’accordo sul fatto che un’azione che danneggia un postino non può che essere stata un’azione sbagliata.
Saluti
Chiarifico chiedendo venia:
Non intendevo che QUI ci sia FAI informale: mi rivolgevo a loro nel caso leggessero.
In secondo luogo hai ragione nel muovermi queste critiche visto che ho sbagliato e mi sono fatto prendere dallo sconcerto e non ho motivato le mie considerazioni.
Per farlo ho preparato una risposta dettagliata alle loro riflessioni di qualche tempo fa (le uniche di impostazione teorica che andasse oltre frammenti di pensiero) che posto di seguito, alla luce dei fatti di oggi.
Premessa:
Ho idee diverse da loro, è chiaro, ma non è assolutamente vero che non ho letto i loro comunicati e anzi per anni ho riflettuto sui miei metodi e sui loro, sentendomi sì attaccato dai loro toni e dalla durezza di certi giudizi ma non ho mai reagito sia proprio perchè rispetto tutti i compagni sia perchè ho cercato di usarli come materia per confrontare le mie idee con gli altri ma visto che la mancanza di rispetto verso gli altri è ormai palese scrivo quanto segue.
Non so dire per quanto riguarda i gruppi esteri perchè non ho mai creduto esista un metodo di lotta buono che valga sempre e ovunque.
Saremmo già tutti nell’Anarchia se fosse così anche perchè (ancora, almeno) i governi del mio paese e di quello dei compagni esteri non coincidono totalmente.
Citerò quindi gli estratti dal loro dialogo che sintetizzano quello che per me è il problema e la mia risposta.
PIPPO- A parte le frecciate a Paperino, mi spiego meglio mi capita troppo spesso di leggere o sentire commenti e dubbi orrendi su di noi e su quello che facciamo. La roba del tipo “provocatori” o “servizi segreti” per intenderci, oltre alla visione miope e opportunistica di quello che facciamo e diciamo. Così trascrivendo questo incontro, magari risultano più chiare alcune nostre dinamiche interne, i ragionamenti, i nostri rapporti…Questo anche per i compagni dei gruppi che non conosciamo.
Risposta de “Anarchista”: A me sembra che delle giuste ragioni ci siano, vediamole.
QUA- A parte le battute per me la comunicazione e la censura, quindi…sono problemi fondamentali… Una delle critiche più valide che ci è stata fatta riguarda proprio i veicoli per comunicare e la possibilità che i nostri comunicati siano falsificati dal potere, cioè che vista la nostra informalità e la volontaria non comunicazione diretta tra i nuovi gruppi, potrebbero creare falle e annientarci a livello comunicativo con false azioni e rivendicazioni.
PAPERINA- Per me non esiste un problema simile, in questi tempi è fantapolitica. Cioè o cercano di censurare, cioè cercano di non far pubblicare sui quotidiani le rivendicazioni che arrivano (e anche questo è difficile con i giornalisti che si buttano su qualsiasi notizia un po’ succosa) oppure la comunicazione riusciamo a farla filtrare da qualche parte tra le maglie del sistema.
PAPERINO- Non possiamo pretendere che tutti condividano le nostre azioni, non mi interessa questo…l’importante è che non ci infamino con certe accuse, che non ci sia malafede negli attacchi critici.
PAPERINA- Sta attento a come usi il termine “infami” io lo uso solo per chi fa arrestare i compagni, non per le differenze di idee…
Risposta: Papaerina pensava male, visto che per lei i problemi che si aspettava non si sono verificati se non in parte. Il potere quindi vi sta facendo agire indisturbati? Si vede che agite male o magari che gli state anche facendo un piacere. Perchè non viene invece per nulla analizzato il problema quello delle possibili azioni di agitazione per mano diretta di terze parti o per la strumentalizzazione dell’azione in sé anche se rivendicata??
E’ una cosa possibilissima eppure la si esclude con una decisa superficialità, anche se invece potrebbe rappresentare una catastrofe.
Un noto PM infatti è arrivato addirittura a parlare della FAI informale come “braccio armato della Federazione Anarchica Italiana”, il gruppo di cui tanto dite che non fanno mai nulla, la repressione sembra quindi toccare anche anarchici di vedute diverse, per causa vostra.
Questo dimostra come si è messo a rischio di galera i compagni e mi sembra ovvio che lo si potesse immaginare usando pure la stessa sigla, pur con una mezza nota che sembrava ironica di “scuse”.
Non serve scusarsi: bastava non farlo!!
E’ una infamia, secondo la definizione stessa di Paperina.
Se così non è significa che o non siete in grado di capire le conseguenze delle vostre azioni o non vi importa.
Anche in questi due casi servirebbe ripensarci bene a ciò che si fà.
QUO- Prima di addentrarci in questo, vorrei parlare ancora un po’ più di “teoria”, visto che quello che diciamo verrà diffuso mi interessa continuare a ribadire il motivo per cui continuiamo la propaganda armata un mezzo ancora utile per diffondere le idee anarchiche nell’occidente semi-pacificato del XXI secolo. Noi questo continuiamo a sostenerlo praticamente nelle azioni che portiamo a termine, voglio continuare a spiegare l’attualità e la giustezza anche in teoria. Per me troppi compagni, spaventati dal movimento che in questi anni si è ridotto e fermato, continuano (se posso dire così) a ripetersi il mantra del sociale, dell’accompagnare le -poche- lotte che sorgono spontanee senza fare mai il passo più lungo della gamba, appiattendosi su piattaforme di lotta spesso risibili. Non è che ho paura si sporcarmi le mani, ma non credo che sia utile alla progettualità rivoluzionari moderare il mio linguaggio o le mie azioni, bisogna avere l’onestà di dire e far vedere praticamente quello per cui lottiamo, saranno poi i singoli individui a decidere se stare dalla parte del potere o provare a lottare per una vita libera e degna di essere vissuta. Certo che questo da solo non fa la rivoluzione ma serve a gettare il seme di un modo vero e reale di combattere l’esistente, qualcosa per cui valga la pena di lottare.
Risposta: Siete voi quindi che dite che chi non usa i vostri stessi metodi lo fà per “moderarsi”.
è tutto qui il motivo per cui la lotta armata è attuale?
perchè i mezzi non armati sono una moderazione?
Questo significa dire falsamente che l’unico strumento che ha portato risultati e conquiste è stato lo scontro armato, e non è assolutamente vero!!
Questo è dare ragione al potere quando dice che l’anarchismo è violenza e gettate così discredito su chi invece ha le sue ragioni e mette in pratica un pensiero diverso, e cioè che ci siano altri modi per lottare.
PAPERINO- Purtroppo in giro c’è ancora chi pensa che il conflitto sociale lo si possa innescare con la carta stampata, con proclami più o meno incendiari o peggio ancora facendo assistenzialismo, entrismo assistenzialista…si finirà per entrare nelle associazioni cattoliche…(risate). Non credo che la rivoluzione la faccia l’avanguardia armata e non è neanche auspicabile (“ma dov’è quest’avanguardia?” risate), ma non vi rendete conto a che livelli preteschi si è arrivati con la cosi detta lotta nel sociale.
Risposta: Parole interessanti per chi di fatto fa poi avanguardia armata.
Al di là del discorso rivendicazione o non rivendicazione anche s’è c’è oggi in Italia c’è lo sfruttamento non c’è sicuramente coscienza di questo e non mi si venga a dire che non ci sarà mai perchè significa negare rivoluzioni già avvenute e per estremo anche il concetto di rivoluzione stessa.
Senza una diffusa coscienza questa dimostrazioni “di modi di combattere” sono del tutto inutili, una pura mostra di forza che non ha basi. Come del resto poi se servisse mettere una bomba per far sapere che la polvere pirica esplode o che la si può trovare a capodanno: ma per favore!!
Intanto di fatto diverse azioni stanno portando alla criminalizzazione di molte lotte che erano viste come legittime anche dall’opinione della maggior parte della gente e l’hanno pure svuotata di numero, benzina su fuochi che non ne avevano bisogno e che invece sono diventate acqua (vedi i CIE) quindi NEL REALE fate peggio della carta stampata…
ARCHIMEDE PITAGORICO- Vorrei ricollegarmi a quello detto da Pippo con alcune…precisazioni tecniche (risate). Eh si lo so è un vizio! Anche a me ha dato fastidio sentire critiche, soprattutto da certi ambienti dell’anarchismo che non sono certo alieni all’utilizzo dell’azione violenta in certi casi (almeno in teoria…risate), anche se mi sembrano un po’ ignorantelli o superficiali a sentire le critiche. Come fanno a pensare tutte le volte che arriva un pacco bomba all’incolumità del postino o della segretaria? Prima di tutto avranno ben visto che come molti di noi continuano a ripetere, nessun innocente si è mai fatto male, anzi a forza di mettere in atto cautele tecniche (tempi, luoghi, modalità e dosi di confezionamento) purtroppo la stiamo facendo scampare anche ai colpevoli… Come se un pacco che si incendia e non scoppia, sia un capriccio del caso e non la scelta di evitare di far male alla segretaria. Naturalmente speriamo lo spavento corso le faccia aprire gli occhi, una volta dissipato il fumo (risate) sull’istituzione per cui lavora, e le invogli magari a cambiare mestire.
Risposta: Visto che questa affermazione è stata smentita nei fatti recenti le possibilità sono due: una grave incapacità tecnica che ha portato al ferimento di innocenti e di conseguenza alla vostra colpevolezza di incoscienza o avete cambiato idea sull’ipotesi di ferire gli innocenti. Visto quello che dice piu avanti questo Archimede mi viene piu da pensare alla seconda ma andiamo per gradi.
PAPERINA- Queste azioni costringono il potere ad aumentare le misure di sicurezza…che tanto qualche nuovo ribelle riuscirà a superare.
Risposta: Si, qualche ribelle riuscira a superare intanto che saranno accusati altri 10 che non hanno fatto nulla, distorcendo la percezione di chi siamo e complicando la vita a chi resta fuori sul piano dei rischi che corre.
NONNA PAPERA- Questo vale anche per un pacco inesploso: costringe gli aguzzini a vivere nella paura o sotto scorta e rende evidente a tutti l’infamità della loro attività. Un altro esempio è quello di Giovanardi, che vive sotto scorta da quando ha ricevuto dai nostri compagni della Narodnaja Volja/FAI un bel pacco regalo al CPT di Modena.
Risposta: La scorta è un benefit,peccate di ingenuità. Un autista a disposizione, sirena per evitare il traffico e quant’altro. Paura poi? Di chi? Non di voi che affermate con goliardia che avete pochi mezzi, sicuramente.
Di chi allora? Di chi sarà messo nella macchina repressiva di cui voi avete giustificato l’innalzamento?
Di ipotetici futuri ribelli? Ma tanto per sua natura la politica le rinnova le facce quindi hanno poco da avere paura.
ARCHIMEDE PITAGORICO- Lasciami finire, il problema è un altro, abbiamo scrupoli non ci spingiamo mai oltre. Bisogna essere più efficaci, non lesinare con gli esplosivi e non aver paura di rischiare di far male ad una segretaria se l’obbiettivo è uccidere il padrone.
Risposta: ECCO LA COSA PIU’ INCREDIBILE, da restare senza parole. Questo Archimede afferma che per “uccidere il padrone” si possono uccidere innocenti. Se non è un agitatore questo!! MAI IN TUTTA LA STORIA UN ANARCHISTA AVREBBE AFFERMATO QUESTO NE’ C’E’ MAI STATA NESSUNA POSIZIONE STORICA CHE L’ABBIA MAI GIUSTIFICATA.
IN ALTRE PAROLE QUESTA PERSONA NON E’ IN ALCUN MODO ANARCHICA MA ANZI HA GLI SCOPI OPPOSTI.
Il fine giustifica i mezzi? Lo sosteneva Marx ed era il motivo per cui ha teorizzato la dittatura proletaria. A questo punto chiederei a questo Archimede perchè non si schiera anche lui con la dittatura proletaria: che male c’è? Se per sconfiggere il padrone è giusto ammazzare una persona, che è il MASSIMO della negazione della sua libertà ovvero quella di esistere, farebbe prima a comandarli e imporgli di “essere liberi”!
Combattere lo sfruttamento con uno sfruttamento? No grazie, non è Anarchismo!!!
PAPERINA- Colpire senza uccidere è chiaro! Non perché non mi farebbe piacere uccidere qualche porco, ma per il solito, vecchi discorso…Insomma la repressione si scatenerebbe in maniera indiscriminata…
ARCHIME PITAGORICO- La repressione è sempre indiscriminata e poi gli anarchici devono essere pronti a sostenerla, mi dispiace per le retate di compagni, ma è sempre stato così, soprattutto con i giornali, le casse di solidarietà e compagnia bella…
PAPERINA- Che vuoi dire? Meglio loro che noi!? Sei scemo, non ti rendi conto che si i giornali chiudono le realtà di movimento si disgregano è un danno per tutti!
Risposta: Meno male che qualcuno glielo dice che è scemo!!! Mi ha fatto piacere leggere che anche nella confusione generale uno sprazzo di lucidità ci sia stata e qualcuno ha fatto una minima contestazione a cose così abnormi in nome dell’Anarchia.
Qualcuno quindi che pensa di agire per il bene ci sarà ma sicuramente le sue motivazioni non trovano una logica e in più in mezzo ci sono certi personaggi che mi lasciano senza parole.
PAPERINO- Si ma non è colpa nostra, se gli anarchici fanno bene il loro mestiere è chiaro che il sistema si difende, quelli che per primi finiscono in gabbia sono i migliori tra quanti lavorano alla luce del sole.
Risposta: Il sistema si difende ma anche gli anarchici si difendono dal sistema! Lavorare con mezzi diversi dai vostri significa per forza essere dei tonti e dare il fianco alle incriminazioni?
ARCHIME PITAGORICO- Fammi spiegare non è per cinismo che dicevo che la repressione è indiscriminata. Noi con le nostre esplosioni e tutti gli anarchici e ribelli sociali che praticano azioni contro il dominio, contribuiamo ad alzare il livello della repressione. Nello stesso momento chiunque in questo periodo sceglie di propagandare determinate idee con giornali, circoli, via internet, è consapevole di finir nell’occhio del ciclone, che a noi piaccia o meno!
Risposte: Gli anarchici sono stati centrali in molte lotte sociali e questo di per sè è stata per loro una difesa.
E non dimentichiamo che se il livello della repressione è basso porprio in quanto basso il ciclone non può essere troppo vasto. Grazie quindi di renderci la vita migliore.
QUI- Si la febbre degli sbirri da alta sarebbe altissima, ma per farla altissima sarebbe stato meglio scendere in piazza non solo con la benzina ma con le pistole, i meccanismi di recupero fatti poi sarebbero stati più difficili.
Risposta: Scendere in piazza significa fare le cose alla luce del sole. Decidetevi quindi….
QUO. Paperina, anche io ho momenti di pessimismo, come tutti ma l’alternativa mi piace ancora meno… Non ho voglia di richiudermi in qualche circoletto frequentato da cervelli impolverati, non voglio più partecipare a manifestazioni che sembrano cortei funebri di un idea precocemente spirata, non voglio diventare l’assistente sociale degli oppressi, ne il gestore di un bar alternativo, visto che anch’io sono un oppresso, non mi resta che agire…è semplice.
Risposta: Ancora disprezzo: siamo tutti oppressi e nell’assistersi a vicenda non ci vedo
nulla di male o incostruttivo. Non era un ideale la solidarietà? Sarebbe la sua azione diretta, non è che “azione diretta” lo è solo quando l’azione è quella che piace di più.
PIPPO- Prima di sputare sentenze pensa al positivo, la crescita anche se minima c’è stata. Almeno all’inizio sui giornali, su internet, nelle varie realtà di movimento un grosso dibattito si è aperto sul velleitarismo o meno della nostra lotta, non sempre le vecchie cariatidi sono riuscite ad impedire ai compagni più giovani di farsi qualche domanda, e non ti dimenticare che proprio tra i più giovani molti si sono avvicinati grazie all’onda lunga del G8, e a Genova le pratiche messe in atto non erano certo da pacifisti o da FAI–formali.
Risposta: Non mi pare proprio che nei numeri i gruppi che promuovevano “certe pratiche” hanno avuto chissà quale seguito in piu’ degli altri-
ARCHIMEDE PITAGORICO- Mi sembra impossibile che da organizzazioni di quel tipo, anche per caso possa uscire fuori qualcosa di vitale. Guardate che anche a livello di rapporti di base quello che stiamo vivendo tra noi è impensabile per chi vivacchia utilizzando l’anarchismo come un hobby e circoli ed occupazioni come un dopolavoro. Rischiare la libertà per le proprie azioni ti dona una profondità e naturalezza nell’agire “politico” che un qualsiasi militante della FAI ufficiale o scribacchino si sogna.
Risposta: Prima dice che la libertà la rischiano anche chi fa le cose al sole, che la repressione è indiscriminata e ora lo nega. DECIDITI ARCHIMEDE perchè se per fare le tue lotte te ne freghi della vita degli altri sfruttati e anche della libertà dei compagni QUESTE NON SONO LOTTE ANARCHICHE, sono lotte solo individuali e a spese del prossimo e questo non è certo nè libertà (che si basa sul RISPETTO) nè solidarietà.
Se li volessi rispettere l’atteggiamento non sarebbe di certo questo, al di là del fatto che usando questo “bi-pensiero” di fatto non li rispetti perchè affermi che in ogni caso sono affari loro!!!
Intanto negli anni nonostante tutto le organizzazioni vanno avanti, crescono di numero e sono state dentro tante lotte (e a volte anche al centro!!!).
Forse non tutto è finito sui mass media come “opera anarchica” ma del resto cos’è più importante?? La natura dell’azione o la sua firma?
Cento volte meglio è per un gruppo che con la sua influenza generi una rivoluzione generalizzata che perde le occasioni per crearla solo per poterci mettere la firma.E poi cosa sarebbe vitale? Solo quando si usano i vostri metodi? Per natura linguistica vitale significa anche che genera coscienza, consenso: insomma che è vivo, che sortisce effetti!!!
A questo punto il pensiero cotraddittorio di “Archimede”, il suo patteggiare solo per la violenza e il suo voler spingere anche gli altri al totale disinteresse verso le piu’ elementari etiche di lotta anarchica è quello che più mi fa pensare che QUESTI NON SONO ANARCHICHE anzi FANNO IL GIOCO DEL PADRONE E DI CHI CI SPUTTANA!!
Qui non si tratta di avere mezzi diversi, idee diverse: si tratta di avere IDEE DIVERSE DALLE IDEE DELL’ANARCHISMO.
Uno che fa una cosa del genere o è un infiltrato o ha capito proprio male cos’è l’Anarchismo e si dovrebbe cacciare all’istante sia lui che le sue idee.
PAPERINO- Non possiamo pretendere che tutti condividano le nostre azioni, non mi interessa questo…l’importante è che non ci infamino con certe accuse, che non ci sia malafede negli attacchi critici.
PAPERINA- Sta attento a come usi il termine “infami” io lo uso solo per chi fa arrestare i compagni, non per le differenze di idee…
Risposta: Papaerina pensava male, visto che per lei i problemi che si aspettava non si sono verificati se non in parte. Il potere quindi vi sta facendo agire indisturbati? Si vede che agite male o magari che gli state anche facendo un piacere. Perchè non viene invece per nulla analizzato il problema quello delle possibili azioni di agitazione per mano diretta di terze parti o per la strumentalizzazione dell’azione in sé anche se rivendicata??
E’ una cosa possibilissima eppure la si esclude con una decisa superficialità, anche se invece potrebbe rappresentare una catastrofe.
Un noto PM infatti è arrivato addirittura a parlare della FAI informale come “braccio armato della Federazione Anarchica Italiana”, il gruppo di cui tanto dite che non fanno mai nulla, la repressione sembra quindi toccare anche anarchici di vedute diverse, per causa vostra.
Questo dimostra come si è messo a rischio di galera i compagni e mi sembra ovvio che lo si potesse immaginare usando pure la stessa sigla, pur con una mezza nota che sembrava ironica di “scuse”.
Non serve scusarsi: bastava non farlo!!
E’ una infamia, secondo la definizione stessa di Paperina.
Se così non è significa che o non siete in grado di capire le conseguenze delle vostre azioni o non vi importa.
Anche in questi due casi servirebbe ripensarci bene a ciò che si fà.
QUO- Prima di addentrarci in questo, vorrei parlare ancora un po’ più di “teoria”, visto che quello che diciamo verrà diffuso mi interessa continuare a ribadire il motivo per cui continuiamo la propaganda armata un mezzo ancora utile per diffondere le idee anarchiche nell’occidente semi-pacificato del XXI secolo. Noi questo continuiamo a sostenerlo praticamente nelle azioni che portiamo a termine, voglio continuare a spiegare l’attualità e la giustezza anche in teoria. Per me troppi compagni, spaventati dal movimento che in questi anni si è ridotto e fermato, continuano (se posso dire così) a ripetersi il mantra del sociale, dell’accompagnare le -poche- lotte che sorgono spontanee senza fare mai il passo più lungo della gamba, appiattendosi su piattaforme di lotta spesso risibili. Non è che ho paura si sporcarmi le mani, ma non credo che sia utile alla progettualità rivoluzionari moderare il mio linguaggio o le mie azioni, bisogna avere l’onestà di dire e far vedere praticamente quello per cui lottiamo, saranno poi i singoli individui a decidere se stare dalla parte del potere o provare a lottare per una vita libera e degna di essere vissuta. Certo che questo da solo non fa la rivoluzione ma serve a gettare il seme di un modo vero e reale di combattere l’esistente, qualcosa per cui valga la pena di lottare.
Risposta: Siete voi quindi che dite che chi non usa i vostri stessi metodi lo fà per “moderarsi”.
è tutto qui il motivo per cui la lotta armata è attuale?
perchè i mezzi non armati sono una moderazione?
Questo significa dire falsamente che l’unico strumento che ha portato risultati e conquiste è stato lo scontro armato, e non è assolutamente vero!!
Questo è dare ragione al potere quando dice che l’anarchismo è violenza e gettate così discredito su chi invece ha le sue ragioni e mette in pratica un pensiero diverso, e cioè che ci siano altri modi per lottare.
PAPERINO- Purtroppo in giro c’è ancora chi pensa che il conflitto sociale lo si possa innescare con la carta stampata, con proclami più o meno incendiari o peggio ancora facendo assistenzialismo, entrismo assistenzialista…si finirà per entrare nelle associazioni cattoliche…(risate). Non credo che la rivoluzione la faccia l’avanguardia armata e non è neanche auspicabile (“ma dov’è quest’avanguardia?” risate), ma non vi rendete conto a che livelli preteschi si è arrivati con la cosi detta lotta nel sociale.
Risposta: Parole interessanti per chi di fatto fa poi avanguardia armata.
Al di là del discorso rivendicazione o non rivendicazione anche s’è c’è oggi in Italia c’è lo sfruttamento non c’è sicuramente coscienza di questo e non mi si venga a dire che non ci sarà mai perchè significa negare rivoluzioni già avvenute e per estremo anche il concetto di rivoluzione stessa.
Senza una diffusa coscienza questa dimostrazioni “di modi di combattere” sono del tutto inutili, una pura mostra di forza che non ha basi. Come del resto poi se servisse mettere una bomba per far sapere che la polvere pirica esplode o che la si può trovare a capodanno: ma per favore!!
Intanto di fatto diverse azioni stanno portando alla criminalizzazione di molte lotte che erano viste come legittime anche dall’opinione della maggior parte della gente e l’hanno pure svuotata di numero, benzina su fuochi che non ne avevano bisogno e che invece sono diventate acqua (vedi i CIE) quindi NEL REALE fate peggio della carta stampata…
ARCHIMEDE PITAGORICO- Vorrei ricollegarmi a quello detto da Pippo con alcune…precisazioni tecniche (risate). Eh si lo so è un vizio! Anche a me ha dato fastidio sentire critiche, soprattutto da certi ambienti dell’anarchismo che non sono certo alieni all’utilizzo dell’azione violenta in certi casi (almeno in teoria…risate), anche se mi sembrano un po’ ignorantelli o superficiali a sentire le critiche. Come fanno a pensare tutte le volte che arriva un pacco bomba all’incolumità del postino o della segretaria? Prima di tutto avranno ben visto che come molti di noi continuano a ripetere, nessun innocente si è mai fatto male, anzi a forza di mettere in atto cautele tecniche (tempi, luoghi, modalità e dosi di confezionamento) purtroppo la stiamo facendo scampare anche ai colpevoli… Come se un pacco che si incendia e non scoppia, sia un capriccio del caso e non la scelta di evitare di far male alla segretaria. Naturalmente speriamo lo spavento corso le faccia aprire gli occhi, una volta dissipato il fumo (risate) sull’istituzione per cui lavora, e le invogli magari a cambiare mestire.
Risposta: Visto che questa affermazione è stata smentita nei fatti recenti le possibilità sono due: una grave incapacità tecnica che ha portato al ferimento di innocenti e di conseguenza alla vostra colpevolezza di incoscienza o avete cambiato idea sull’ipotesi di ferire gli innocenti. Visto quello che dice piu avanti questo Archimede mi viene piu da pensare alla seconda ma andiamo per gradi.
PAPERINA- Queste azioni costringono il potere ad aumentare le misure di sicurezza…che tanto qualche nuovo ribelle riuscirà a superare.
Risposta: Si, qualche ribelle riuscira a superare intanto che saranno accusati altri 10 che non hanno fatto nulla, distorcendo la percezione di chi siamo e complicando la vita a chi resta fuori sul piano dei rischi che corre.
NONNA PAPERA- Questo vale anche per un pacco inesploso: costringe gli aguzzini a vivere nella paura o sotto scorta e rende evidente a tutti l’infamità della loro attività. Un altro esempio è quello di Giovanardi, che vive sotto scorta da quando ha ricevuto dai nostri compagni della Narodnaja Volja/FAI un bel pacco regalo al CPT di Modena.
Risposta: La scorta è un benefit,peccate di ingenuità. Un autista a disposizione, sirena per evitare il traffico e quant’altro. Paura poi? Di chi? Non di voi che affermate con goliardia che avete pochi mezzi, sicuramente.
Di chi allora? Di chi sarà messo nella macchina repressiva di cui voi avete giustificato l’innalzamento?
Di ipotetici futuri ribelli? Ma tanto per sua natura la politica le rinnova le facce quindi hanno poco da avere paura.
ARCHIMEDE PITAGORICO- Lasciami finire, il problema è un altro, abbiamo scrupoli non ci spingiamo mai oltre. Bisogna essere più efficaci, non lesinare con gli esplosivi e non aver paura di rischiare di far male ad una segretaria se l’obbiettivo è uccidere il padrone.
Risposta: ECCO LA COSA PIU’ INCREDIBILE, da restare senza parole. Questo Archimede afferma che per “uccidere il padrone” si possono uccidere innocenti. Se non è un agitatore questo!! MAI IN TUTTA LA STORIA UN ANARCHISTA AVREBBE AFFERMATO QUESTO NE’ C’E’ MAI STATA NESSUNA POSIZIONE STORICA CHE L’ABBIA MAI GIUSTIFICATA.
IN ALTRE PAROLE QUESTA PERSONA NON E’ IN ALCUN MODO ANARCHICA MA ANZI HA GLI SCOPI OPPOSTI.
Il fine giustifica i mezzi? Lo sosteneva Marx ed era il motivo per cui ha teorizzato la dittatura proletaria. A questo punto chiederei a questo Archimede perchè non si schiera anche lui con la dittatura proletaria: che male c’è? Se per sconfiggere il padrone è giusto ammazzare una persona, che è il MASSIMO della negazione della sua libertà ovvero quella di esistere, farebbe prima a comandarli e imporgli di “essere liberi”!
Combattere lo sfruttamento con uno sfruttamento? No grazie, non è Anarchismo!!!
PAPERINA- Colpire senza uccidere è chiaro! Non perché non mi farebbe piacere uccidere qualche porco, ma per il solito, vecchi discorso…Insomma la repressione si scatenerebbe in maniera indiscriminata…
ARCHIME PITAGORICO- La repressione è sempre indiscriminata e poi gli anarchici devono essere pronti a sostenerla, mi dispiace per le retate di compagni, ma è sempre stato così, soprattutto con i giornali, le casse di solidarietà e compagnia bella…
PAPERINA- Che vuoi dire? Meglio loro che noi!? Sei scemo, non ti rendi conto che si i giornali chiudono le realtà di movimento si disgregano è un danno per tutti!
Risposta: Meno male che qualcuno glielo dice che è scemo!!! Mi ha fatto piacere leggere che anche nella confusione generale uno sprazzo di lucidità ci sia stata e qualcuno ha fatto una minima contestazione a cose così abnormi in nome dell’Anarchia.
Qualcuno quindi che pensa di agire per il bene ci sarà ma sicuramente le sue motivazioni non trovano una logica e in più in mezzo ci sono certi personaggi che mi lasciano senza parole.
PAPERINO- Si ma non è colpa nostra, se gli anarchici fanno bene il loro mestiere è chiaro che il sistema si difende, quelli che per primi finiscono in gabbia sono i migliori tra quanti lavorano alla luce del sole.
Risposta: Il sistema si difende ma anche gli anarchici si difendono dal sistema! Lavorare con mezzi diversi dai vostri significa per forza essere dei tonti e dare il fianco alle incriminazioni?
ARCHIME PITAGORICO- Fammi spiegare non è per cinismo che dicevo che la repressione è indiscriminata. Noi con le nostre esplosioni e tutti gli anarchici e ribelli sociali che praticano azioni contro il dominio, contribuiamo ad alzare il livello della repressione. Nello stesso momento chiunque in questo periodo sceglie di propagandare determinate idee con giornali, circoli, via internet, è consapevole di finir nell’occhio del ciclone, che a noi piaccia o meno!
Risposte: Gli anarchici sono stati centrali in molte lotte sociali e questo di per sè è stata per loro una difesa.
E non dimentichiamo che se il livello della repressione è basso porprio in quanto basso il ciclone non può essere troppo vasto. Grazie quindi di renderci la vita migliore.
QUI- Si la febbre degli sbirri da alta sarebbe altissima, ma per farla altissima sarebbe stato meglio scendere in piazza non solo con la benzina ma con le pistole, i meccanismi di recupero fatti poi sarebbero stati più difficili.
Risposta: Scendere in piazza significa fare le cose alla luce del sole. Decidetevi quindi….
QUO. Paperina, anche io ho momenti di pessimismo, come tutti ma l’alternativa mi piace ancora meno… Non ho voglia di richiudermi in qualche circoletto frequentato da cervelli impolverati, non voglio più partecipare a manifestazioni che sembrano cortei funebri di un idea precocemente spirata, non voglio diventare l’assistente sociale degli oppressi, ne il gestore di un bar alternativo, visto che anch’io sono un oppresso, non mi resta che agire…è semplice.
Risposta: Ancora disprezzo: siamo tutti oppressi e nell’assistersi a vicenda non ci vedo
nulla di male o incostruttivo. Non era un ideale la solidarietà? Sarebbe la sua azione diretta, non è che “azione diretta” lo è solo quando l’azione è quella che piace di più.
PIPPO- Prima di sputare sentenze pensa al positivo, la crescita anche se minima c’è stata. Almeno all’inizio sui giornali, su internet, nelle varie realtà di movimento un grosso dibattito si è aperto sul velleitarismo o meno della nostra lotta, non sempre le vecchie cariatidi sono riuscite ad impedire ai compagni più giovani di farsi qualche domanda, e non ti dimenticare che proprio tra i più giovani molti si sono avvicinati grazie all’onda lunga del G8, e a Genova le pratiche messe in atto non erano certo da pacifisti o da FAI–formali.
Risposta: Non mi pare proprio che nei numeri i gruppi che promuovevano “certe pratiche” hanno avuto chissà quale seguito in piu’ degli altri-
ARCHIMEDE PITAGORICO- Mi sembra impossibile che da organizzazioni di quel tipo, anche per caso possa uscire fuori qualcosa di vitale. Guardate che anche a livello di rapporti di base quello che stiamo vivendo tra noi è impensabile per chi vivacchia utilizzando l’anarchismo come un hobby e circoli ed occupazioni come un dopolavoro. Rischiare la libertà per le proprie azioni ti dona una profondità e naturalezza nell’agire “politico” che un qualsiasi militante della FAI ufficiale o scribacchino si sogna.
Risposta: Prima dice che la libertà la rischiano anche chi fa le cose al sole, che la repressione è indiscriminata e ora lo nega. DECIDITI ARCHIMEDE perchè se per fare le tue lotte te ne freghi della vita degli altri sfruttati e anche della libertà dei compagni QUESTE NON SONO LOTTE ANARCHICHE, sono lotte solo individuali e a spese del prossimo e questo non è certo nè libertà (che si basa sul RISPETTO) nè solidarietà.
Se li volessi rispettere l’atteggiamento non sarebbe di certo questo, al di là del fatto che usando questo “bi-pensiero” di fatto non li rispetti perchè affermi che in ogni caso sono affari loro!!!
Intanto negli anni nonostante tutto le organizzazioni vanno avanti, crescono di numero e sono state dentro tante lotte (e a volte anche al centro!!!).
Forse non tutto è finito sui mass media come “opera anarchica” ma del resto cos’è più importante?? La natura dell’azione o la sua firma?
Cento volte meglio è per un gruppo che con la sua influenza generi una rivoluzione generalizzata che perde le occasioni per crearla solo per poterci mettere la firma.E poi cosa sarebbe vitale? Solo quando si usano i vostri metodi? Per natura linguistica vitale significa anche che genera coscienza, consenso: insomma che è vivo, che sortisce effetti!!!
A questo punto il pensiero cotraddittorio di “Archimede”, il suo patteggiare solo per la violenza e il suo voler spingere anche gli altri al totale disinteresse verso le piu’ elementari etiche di lotta anarchica è quello che più mi fa pensare che QUESTI NON SONO ANARCHICHE anzi FANNO IL GIOCO DEL PADRONE E DI CHI CI SPUTTANA!!
Qui non si tratta di avere mezzi diversi, idee diverse: si tratta di avere IDEE DIVERSE DALLE IDEE DELL’ANARCHISMO.
In più agendo così costringe in teorie uno di idee diverse a non fare nulla!!
Uno che fa una cosa del genere o è un infiltrato o ha capito proprio male cos’è l’Anarchismo e si dovrebbe cacciare all’istante sia lui che le sue idee.
Non c’è da avere remore etiche riguardo la violenza usata come metodo rivoluzionario. Ce lo dice Spinoza: creando lo stato trasferiamo in esso parte della nostra potenza, al fine di veder soddsfatti i nostri bisogni elementari. Ma se lo stato non soddsfa tali bisogni, è più che legittimo abbatterlo con la violenza. Si tratta semplicemente di riappropriarsi della propria forza. Il fatto che non sia immorale, non vuol dire però che ciò è sempre opportuno. In alcuni contesti storico-culturali-economico-sociali può essere opportuno, in altri controproducente. Per questo nasce l’esigenza da parte dei rivoluzionari di possedere almeno le capacità più elementari di comprensione ed analisi del contesto in cui vivono.
Compagno Anarkoidea,
sai a cosa porta il tuo discorso? Porta al fatto che lo stato è giusto se ti soddisfa i bisogni primari.Molti stati però, compresa l’America,i bisogni primari li garantiscono (vedi il sussidio di disoccupazione o l’assistenzialismo di stato di alcuni paesi europei).
Lì allora non si dovrebbe più fare lotta anarchica? Viva lo Stato Americano???Io penso che ovviamente la risposta sia NO perchè lo Stato è una sottomissione anche se dà gli avanzi ai cani (che saremmo noi).
Lo Stato, il potere, il capitale sono istituzioni per loro natura negative e questa loro natura negativa và oltre i bisogni fisici primari:c’è qualcosa di etico che ce li fà odiare, qualcosa che riguarda il rapporto di padronanza che noi aborriamo, l’ingiustizia, l’inuguaglianza.
Avere un padrone o non volerlo, raggiungere l’uguale dignità per tutti gli esseri umani o la fine del dominio dell’interesse personale prescinde dal mangiare o no: anche gli schiavi dei campi di cotone venivano “nutriti” dal padrone che li bastonava.
Io ho delle idee e degli ideali per cui lo stato e compagnia cantante vanno eliminati. Se qualcuno invece non ha idee ma solo bisogni fisici su cui battere cassa lo invito ad andarsene in uno dei tanti paesi dove lo mantengono e lasciare la lotta al potere a chi combatte davvero il potere e la sua giustificazione etica/morale/organizzativa e non solo uno dei suoi effetti, per di più neanche generalizzato (la fame).