ago 04 2012

Sui moralizzatori della carcerazione altrui

riceviamo e diffondiamo

 
Una nuova figura è comparsa da qualche tempo nello spettro già vasto del cretinismo anarchico. Come se non bastassero le svariate forme di autoritarismo infiltrate nell'anarchismo: dai "puntini sulle i" a quelli che ti dicono come devi vestire, cosa devi mangiare, come devi parlare (a proposito: un compagno aveva proposto di titolare il comunicato "I moralizzatori della carcerazione altrui. Ovvero sublimi egoisti nichilisti froci col culo degli altri", ma abbiamo soprasseduto per non finire sotto il fuoco incrociato della moralizzazione sessista).L'ultima novità è il comunicato di critica nei confronti di un compagno e di una compagna arrestati per l'Operazione Ardire, per aver osato rivolgersi ad un avvocato e aver fatto il Riesame.
 
Il paradosso è che i moralizzatori della carcerazione altrui si definiscono spesso individualisti/egoisti…ma i suddetti moralizzatori ci dovrebbero spiegare secondo quale logica un individualista/egoista (in senso stirneriano, o in qualsiasi altro senso) non dovrebbe rivolgersi ad un giudice per poter abbassare, egoisticamente, la durata della propria carcerazione.
Bakunin implorò il perdono dello Zar, poi, ottenutolo, è venuto in Emilia ad organizzare insurrezioni popolari… Il processo guerriglia è un'invenzione delle BR, gli anarchici, proprio perché non riconosco lo Stato, se ne fregano di tanti sofismi…Noi crediamo che, esclusa la delazione, ogni tattica è buona per colpire lo Stato.
 
I suddetti moralizzatori si definisco inoltre a-morali. Ma il loro atteggiamento trabocca di autoritarismo e soprattutto di moralismo. Hanno un vero e proprio galateo morale che gli impone come comportarsi di fronte ad un giudice, ad un giornalista, o in qualsiasi altro contesto. Hanno una morale, un'etica e soprattutto un'estetica ben definita. E soprattutto severa. Il prigioniero perde la propria individualità e diventa uno strumento in mano ai moralizzatori. Il suo unico scopo deve essere quello di renderli felici del proprio comportamento estetico-morale.
 
Il colmo dei colmi? Quando un moralizzatore viene a sua volta moralizzato. Come accadde ad un moralizzatore che aveva da ridire sull'estetica di alcuni compagni umbri finiti in cella, e poi quando toccò a lui venne attaccato da altri moralizzatori ancora più puri di lui che lo accusarono di essersi scelto un avvocato, prezzolato, e per giunta in odor di massoneria… La vita è una ruota che gira. Questi individualisti/nichilisti hanno sempre sulla bocca Nietzsche: dovrebbero temerlo l'eterno ritorno!
Un vecchio socialista diceva: c'è sempre uno più puro che ti epura…
 
Liberi tutti (anche dagli spettri)
 

6 commenti a “Sui moralizzatori della carcerazione altrui”

  1. il professore scrive:

    Finalmente

  2. Sarasole scrive:

    Finalmente, cosa? Articolare!!!

  3. Sarasole scrive:

    Lettera(anonima) vecchia a cui è stato ampiamente risposto in altri luoghi. questo presunto codice di cui tanto blateri o bleterate non esiste è una vostra costruzione mentale! Semplicemente si chiama coorenza di chi ha fatto una precisa scelta di rinnegare lo stato e le sue istituzioni e non può a suo comodo dimenticarsene. Quindi chi è che in questo caso si vuol parare il culo?

  4. la mestra scrive:

    Dove è finito l'egoismo di Sterner?
    Se egoisticamente uscire dal carcere mi rende felice perché non perseguire ogni via per realizzarlo?
    Bakunin chiese perdono allo Zar per uscire dalla Siberia, poi organizzò rivolte in tutta Europa. Se avesse avuto il vostro atteggiamento nemmeno avremmo mai saputo chi era e l'anarchismo come movimento storico organizzato non sarebbe mai esistito.
    Se si trovano a casa di Monti, con tutto cervello alle pareti, la testa sfondata e una pistola fumante nella tua mano, è evidente che puoi fare il "duro". Ma in questi casi, perché non difendersi? Quando arriverà mai il giorno in cui potremmo sparargli se ogni volta che ci arrestano per una scritta su un muro ci dobbiamo comportare come fossimo detenuti politici BR e farci anni di galera? Se ogni due anni te ne fai uno e mezzo dentro per una scritta, quando la organizzi la rivoluzione?

  5. Sarasole scrive:

    STIRNER E RIVOLUZIONE DI MASSA PROPRIO NON ESISTE!
     

  6. M. De mone scrive:

     
    La Storia è già fallimentare di suo…
    Bakunin ha scritto un'intera confessione in due tempi.
    La prima allo Zar Nicola I,una vera e propria lettera di pentimento implorante la grazia.Scritta come se fosse rivolta ad un Dio da cui dipende tutto.
    Questa è stata scritta nel carcere fortezza di Pietro e Paolo a Pietroburgo nel 1851.Quindi non dalla Siberia. Sempre in riferimento ai documenti pervenuti storicamente.
    Lo Zar Nicola I,seppur parlò di deportazione,di fatto non eseguì mai questo ordine e tenne Bakunin in galera a Pietroburgo per altri lunghi anni precisamente fino al 1854.
    Per la Logica bakunista un comportamento tenuto in carcere come il suo era a l'epoca (e non solo) come la peggiore delle infamie.
    Bakunin Fiero portatore e divulgatore dell'idea pratica della conciliazione tra "mezzo e fine" – tra cui il suo aspro dibattito polemico e rottura con Sergej Necaev,tacciato da Bakunin proprio di Macchiavellismo Gesuita – che proprio da questo principio si può dire nacque l'anarchismo come forma di lotta politica in opposizione all'"anarchismo" Marxista (ebbene si  il fine del comunismo di stato è proprio l'anarchia come la intendono gli anarchici socialisti) che faceva del comunismo il "mezzo" – in questo caso autoritario – per raggiungere il fine – in questo caso sedicente libertario – .Teoria inconciliabile ,come già detto sopra, da Bakunin proprio nella sua forma,non si può raggiungere la libertà individuale senza una società libera,quindi il fine è strettamente collegato dal mezzo usato.Il comunismo autoritario promosso da Marx è destinato a fallire nel suo compito massimo – cioè l'anarchia -.
    Utilizzare lo Stato (anche nella sua forma più proletaria) per un fine Anarchico è in esso un'assurdità.
    Dopo questa disgressione – e neanche troppo – ritorniamo a Bakunin galeotto.
    Il suo periodo di detenzione trascorre immagino senza che i compagni fuori sapessero della sua lettera di grazia (vorrei ricordare che i detenuti politici che si erano macchiati degli stessi reati di Bakunin,quindi di terrorismo sociale,venivano inflitte condanne a morte nei maggiori casi,lo stesso dostoevskij per un solo breve periodo nei circoli socialisti – di propaganda – gli fù inflitta la condanna alla forca commutata poi all'ultimo momento).
    Fortunato che la Narodnaja Volja è stato fondata solamente nel 1879.
    dal 1854 fino al 1857 Bakunin subì un trasferimento che ancora non vede le porte della Siberia ,bensi le porte di un'altro carcere quello di Schlusserburg – che è ancora più vicino alla Finlandia che alla Siberia -.
    Non posso dire con certezza quali dei due carceri frequentati da Bakunin siano i peggiori,ma ritengo importante far notare che il carcere fortezza di pietroburgo è più volte citato nella letteratura russa come uno dei più spietati.
    Cosa ha impedito il nutrito gruppo di compagni bakunisti solidali che agivano fuori di utilizzare il momento propizio del trasferimento per far evadere un così grande "maestro" dell'anarchismo?Non si sà,fatto stà che non ci sono tracce di una tentata evasione,e dire che quel tempo o si evadeva oppure si subiva la pena interamente,oppure si chiedeva la grazia  per un trattamento di comodo.
    un'anarchico (a quel tempo definibili come " i rivoluzionari") in quanto nemico dichiarato della dittatura zarista non si sarebbe mai sognato di chiedere la grazia alla raffigurazione di questa,lo Zar.
    Bakunin ci riprova.
    Scrive di suo pugno una nuova petizione,non più a Nicola I in quanto è morto nel 1855 ma al successore di questultimo Alessandro II (lo Zar delle riforme,famoso per quella dell'emancipazione della servitù).
    La Narodnaja Volja nella determinatezza di Sofia Perovskaja più tardi ucciderà con un'attentato lo Zar che diede la grazia – in parte – a Bakunin.
    Bakunin scrive,e riceve nel 1857 una commutazione di pena ai lavori forzati in Siberia in cui rimane per altri quattro anni,dove tenta con successo una fuga in Giappone per poi attraversare l'oceano e dirigersi prima in america e poi in inghilterra.
    Bakunin se la si vuole mettere su un piano di conquiste non ne ha collezionate nessuna in termini di vittorie rivoluzionarie.
    Come organizzatore si è dato da fare – inseguendo quella chimera che lui stesso asserisce nello scritto da pentito – nei successivi anni "l'evasione" e la "latitanza" e o da "rifugiato politico in svizzera" (condizione assai diversa da quella che state esponendo voi stilatori del testo "sui moralizzatori" e commentatori vari).
    Bakunin dopo l'infamia verso se stesso ha cercato nell'illegalismo quale l'evasione il riscatto dalle sue azioni traditrici (sempre nella sua ottica nella causa socialista anarchica).Solo da questo punto di vista ci può essere una riabilitazione del Bakunin,per quanto mi riguarda.
    il principio d'idea bakunista quindi "mezzo e fine" indissolubili,arma dialettica per la base di ogni azione e origine degli scontri fra comunisti e anarchici dove è andata a finire?Le infiltrazioni marxiste vi stanno corrodendo e voi anarchici sociali non ve ne rendete neanche conto.
    Di quale grazia parlate dunque?
    Un Demone dal suo inferno personale

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