mag 13 2012

Pierleone M. Porcu LE RAGIONI DEL NICHILISMO (Illegalismo e propaganda col fatto – Giustizia o Libertà – Chi è l’anarco-nichilista?)

 

Pierleone M. Porcu

LE RAGIONI DEL NICHILISMO
(Illegalismo e propaganda col fatto – Giustizia o Libertà -
Chi è l'anarco-nichilista?)

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Illegalismo e propaganda col fatto
Giustizia o Libertà
Chi è l'anarco-nichilista?

Nota editoriale

“La penna e la pistola sono fatte dello stesso metallo.”(CCF)

Vengo subito al dunque…le nostre intenzioni sono quelle di propagandare tramite opuscoli,libri e azione il messaggio del qui e ora come metodo di lotta per la totale liberazione individuale e definitiva da qualsiasi sovrastruttura etico-morale e repressiva:Lo Stato come Le religioni.
Non cerchiamo consenso nelle masse inermi,nessuna propaganda speculativa al riguardo è affar nostro.
Detto questo per ora abbiamo stampato i nostri opuscoli seguendo una linea precisa che cerca di fornire al singolo i mezzi teorici per riflettere e approfondire sulla sua autoliberazione -partendo sempre dal principio che ognuno dispone a se di questi mezzi-da non vedere, ne come forma consigliare ne come opera caritatevole verso chi di questi mezzi non ne ha coscienza,ma come metodo di confronto per rendere la propria lotta più radicale possibile.
Non solo teoria però,alcuni dei nostri opuscoli già stampati e da stampare,hanno come punto d'attenzione il metodo d'azione pratica,dove si gioca il confronto vero e violento,ogni metodo illegale e amorale sarà un riferimento costante e indispensabile.

"Io so che vivo e che voglio vivere.
E’ molto difficile mettere in azione questo voglio. Siamo circondati da un’umanità
che vuole quello che vogliono gli altri. La mia affermazione isolata è delitto de’ più gravi.
Legge e morale, a gara, m’intimoriscono e persuadono.
Il “biondo rabbi” ha trionfato.
Si prega, s’implora, si bestemmia, ma non si osa.
La vigliaccheria, carezzata dal cristianesimo, crea la morale, e questa giustifica la
viltà e genera la rinuncia."
"Mi strappo dalla fronte
le spine della rinuncia cristiana e bevo il profumo delle rose."
(Bruno Filippi "il me faut vivre ma vie")
 

 

IL NICHILISMO DELLA RAGIONE -

     “Quando Adamo fu cacciato dal paradiso,anzichè vituperare il suo persecutore
      si affrettò a battezzare le cose:era l'unico modo di adattarvisi e dimenticarle –
                                                le basi dell'idealismo erano state poste.”

                                               E.M.Cioran (Volti della Decadenza)

Qualcosa di incatalogabile,preme dalle viscere della società
costituita,con ammirevole velocità.Catalogare è un lavoro faticoso,e lo è
ancora di più quando il soggetto da catalogare è sconosciuto.Si può
catalogare qualcosa partendo da un punto di riferimento che darà poi
un suffisso temporale per determinare il suo avvenuto catalogarsi,in
antecedente o posteriore,appunto,relazionato al referente.Si può
catalogare per altezza,colore,forma,lavoro,religione ecc. catalogare
quindi per chi ha da difendere l'istituzione ,nel senso più ampio del
termine, ha come scopo la preventiva cura-rimedio del male che questo
individuo-oggetto catalogato può compiere rivoltandosi,o per trovare un
termine più idoneo,creare disordine dove l'ordine è un valore.Si perde
nel tempo il continuo sputtanamento,o per meglio dire, snaturamento
strumentale da parte del potere di ciò che l'individuo tende a creare e
distruggere con naturalezza (ma con ciò non voglio dire senza fatica) in
quell'eterno combattimento tra queste due tendenze.
Il tempo in cui viviamo è un presente complottare contro le ideologie.
Su! Slegate i cani-intellettuali del Papa-Re!Convocate l'innoqua vedova
al cospetto della verità indiscutibile!Tutta la servitù si stà adoperando
dopo la caduta degli dèi a raccimulare nuove forze ,un nuovo credo più
materiale,per far ritrovare quella fede che l'individuo-popolo ha
perso.Un dominio più umano.Quello che non strozza ingrassa.E allora
ecco qui le tesi che rivoltarsi in modo estremo da estremisti è
controproducente.Immagini di eterni nemici che si stringono la
mano,perchè il peggio è il passato.Il potere con la sua stuola di
trafficanti di falsità ha coltivato la pianta del nichilismo-cristiano
dispensando la ricetta per i mali precedentemente catalogati.”Siamo
dimenticati…lo Stato non è presente!” “vogliamo più controllo nel
territorio da parte delle forze dell'ordine”, sono queste alcune
farneticazioni deliranti che i civili annichiliti richiedono a pieni
polmoni.Che schifo,”Padre perchè mi hai abbandonato?”.
L'abbandono,il senso di vuoto,in questo tipo di individuo non hanno
fatto altro che piegarlo invece di rigenerarlo.Come chi in punto di
morte rinnega la sua vita dedicata alla ragione baciando il cristo
crocifisso nella sua estrema unzione.Questo però può succedere e
succede a chi non ha saputo guardare nel senso tutto individuale del suo
punto di rottura(superamento dell'istinto di conservazione).Chi ha
raggiunto ciò,il punto di rottura, diventa imprevedibile.Imprevedibile
vuol dire, non riuscire a far analizzare in tempo la propria mossa
all'avversario.La sua mossa insomma non può essere catalogata in
tempo per prevenire la cura(e ciò non toglie che avvenuta l'azione sia
appunto facile da decifrare).Ecco qui che il potere seppur dall'aspetto
inespugnabile è come tutto un essere-entità destinato a perire per mano
dell'individuo imprevedibile.
L'ingerenza ecclesiastica nell'affare sociale è spudorata.Prevedibile
invece la sua opera moralizzatrice che si colloca nel senso di colpa ,che
indotto nel momento di crisi,crea nell'individuo quel riconoscersi
peccatore o criminale rispetto al Tutto-idealizzato(infinitamente
perfetto,Dio e Umanità) che blocca la unicità volontaria dell'immediato
godimento.La libertà è idealizzata come ricompensa,tutti la rimandano
a tempi migliori,delegando al Futuro.Ci accorgiamo di questo piano
autoritario quando le parole d'ordine sapientemente elaborate da
Partiti(di Governo e di Opposizione) richiamano alla minaccia
incombente di instabilità delle proprietà etiche-materiali della
società(Pubblico) e individuali(Privati) rispetto al Futuro che tutti
aspettano sacrificando il Presente.
Guardate continuamente chi sta peggio vi diranno! e chi sta peggio
guarderà ancora chi stà ancora peggio di lui e così via fino a diffidare di
chi da questa catena del dolore ne vuole uscire.Ma se nella scala delle
sofferenze si stà nel gradino appena sopra di chi è già morto, come
risollevare il morale di questo moribondo?
Ecco sorgere dal nulla la fredda paura di morire.Pensiero insostenibile
che và allontanato distraendo l'io.
Non sentite l'assordante rumore dello sfregarsi delle mani dei vari
messia?Tutto concorre per addormentare l'io,se stessi,la propria
unicità.Una umanità devota al suicidio(che non è un suicidio di
affermazione dell'arbitrio libero che sconfigge ogni logica autoritaria).
Il principio dell'autorità parte da una considerazione di inadeguatezza a
vivere la propria vita.L'individuo alienato proietta fuori dal corpo
materiale i mezzi propri adatti per soddisfare se stesso;il motivo è che
solo noi stessi conosciamo le nostre inclinazioni e le nostre esigenze.Qui
bisogna fare una riflessione importante e fondamentale.
L'essere religioso dona volontariamente la suà volontà a chi è
superiore,attribuendo a lui le prerogative che ritiene eticamente
superiori appunto per la sua natura.La propria volontà ,dell'individuo
sintende,viene quindi meno.Se esiste un Dio automaticamente sono un
suo suddito,nella maniera in cui una madre ha potere sul suo figlio
appena nato.L'incapacità dovuto dall'inferiorità che si è accettata
riconoscendo l'esistenza di un Dio è al principio di ogni autorità.In
Kirillov,il nichilista suicida,“Dèmone”,si focalizza questo teorema:”Dio
non esiste,sono dunque io un Dio!”. Se io non dono più la mia volontà a
un altro essere affermo la mia volontà sopra ogni altra cosa,affermo la
proprietà di me stesso.
Prendere coscienza di questa oggettività è vivere pienamente(Volontà) o
immobilizzarsi e morire.E allora con ciò posso affermare che tutto ciò
che mi allontana da me stesso è mio nemico.
                                                                                                          Cerbero
 

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