Studenti al macero/macello (di Michele D.)
I saggi, per tutto l’oro del mondo, non rinunziano a chiamarsi oppositori,
ma detestano la violenza «da qualunque parte essa venga».
È inutile osservare che, essendo venuta finora da una parte,
è intempestivo preoccuparsi dell’altra.
Contro l’arbitrio, la violenza, l’assassinio, predicano la pratica mistica delle virtù cardinali… Nell’insieme, si crea uno spirito di melanconia politica fatto di rassegnazione e di speranze vereconde… Il fascismo non chiede di meglio.
Ammicca e passa all’Anno VIII
Emilio Lussu, La Catena
Moralismo e superficialità dilagano, come sempre a braccetto, nelle università, non solo tra professori e rettori, o retori, anche tra gli studenti. Quel settore della collettività che si auto rappresenta come il più evoluto ed emancipato dalla pigrizia mentale tanto ingombrante nella criticata società attuale. Ne esce un attimo per rientrarvi subito dopo. Questa nuova avanguardia oltre a mobilitarsi solo per ciò che li riguarda più da vicino, come le riforme universitarie (infatti raramente la si è vista nelle mobilitazioni contro CIE, repressione ecc) quando decide di muoversi lo fa con convinto dogmatismo.
Ancora una volta come 40 anni fa rivela il suo bigottismo borghese e la sudditanza psicologica alle sfere del potere, che con roboanti slogan si ripromette di combattere.
Dopo anni di colorate quanto infruttuose manifestazioni per tutta Italia e per tutti i quartieri, il 17 dicembre una rappresentanza di studenti e ricercatori viene ricevuta nei palazzi del potere, gli stessi da cui fino al giorno prima si sentivano minacciati e da cui vedevano precarizzata la loro situazione. Ben pensano di usare questa situazione per piagnucolare sui cattivi rettori e la cattiva ministra.
Grande trionfo! Per somma gioia di tutti il nostro “amato” presidente riceve la delegazione… e poco dopo firma il ddl Gelmini.
È evidente la presa per il culo a tutti meno che alla lucida élite studentesca.
Cosa è cambiato tra il 13 dicembre e il giorno del grande ricevimento? Come da calendario è venuto il 14 dicembre, che ci piacerebbe chiamare il “sacco di Roma”, se non fosse per le limitate dimensione dei fatti.
È il giorno in cui parecchie centinaia di persone, coscienti della futilità pratica delle sfilate senza senso che percorrono la città per chilometri e chilometri, scelgono un modo personale di farsi sentire. Vomitano la loro rabbia su chi in quel momento rappresenta le istituzioni che costringono a questa perenne precarietà: banche e polizia schierata.
Il giorno dopo il potere accusa, lo studente rintuzza, è un rincorrersi di “Non siamo stati noi” “C’erano infiltrati”. Il padrone abbaia, il cane guaisce. Nessuno di questi furbi e studiosi giovani si chiede come mai per 2 anni non sono stati filati da nessuno e con 2 ore di violenza (che andava ben oltre la problematica universitaria) tutti conoscono le loro rivendicazioni?
Cari studenti non vi rendete conto che il vostro agire “morale” e da bravi cittadini, che vi fa condannare ogni violenza è ciò che vi ha condannato alla superficialità e al ripetersi sempre uguale a se stesso dei vostri atti, dibattiti, scioperi?
Non vogliamo qua tessere un elogio della violenza tout cour che ci ripugnerebbe, ma farvi aprire gli occhi su una realtà che è ben lontana dalla rappresentazione che vi forniscono i vostri “buoni sentimenti”.
Fino a che sarete dei manifestanti “democratici” sarete apprezzati dal potere ma non otterrete nulla a parte qualche sorriso di qualche furbo politicante e pacche sulle spalle dalle guardie.



Ho la sensazione che chi ha scritto questo articolo non sia stato a Roma il 14 dicembre.
Riferimenti agli infiltrati e agli studenti che prendono le distanze sono fuori luogo dato che nessuno, nemmeno in tv, ha mai preso le distanze.
anche le affermazioni di alcune centinaia di persone che si ribellano mi pare influenzata proprio da quella cultura dominante che si vuole criticare: la ribellione è stata di decina di migliaia di persone!
In sintesi la lettura che ne traggo è che l’autore, pur criticando un certo modo di pensare, nè è di fatto succube facendo propri alcuni lughi comuni (“infiltrati”, “centinaia di persone”, “presa di distanze”) che non sono mai esistiti a Roma…
Forse legge troppo i giornali che critica
Vorrei portare la tua attenzione su alcuni fatti per evitare di mitizzare la giornata del 14, fatti che forse ti sei perso e che val la pena non sottovalutare anche per ricostruire l’ambiente romano:
1)la sera stessa vari esponenti del PD si sono profusi in dichiarazioni circa infiltrati:infatti hanno subito iniziato a dare la caccia al ragazzo con pala e manganello che stava sempre così vicino alle guardie!
2)l’associazione studentesca LUDU (e Link, ma di quest’ultima non sono proprio sicuro) non hanno esitato a CONDANNARE i fatti del 14, puoi verificare tu stesso,
3)il 22 a Roma c’è stata una manifestazione che è stata volutamente ultra pacifica dopo i “rimproveri” ricevuti
bhe se questo non è prendere le distanze!
Non so tu cosa hai visto il 14 o da che posizione l’hai vissuto, ma per me le decine di migliaia di persone che si sono accodate alle centinaia (e non migliaia) che lottavano di fronte la polizia fisicamente, e queste decine di migliaia alla prima carica fuggono come bufali travolgendo tutto e tutti…mi fanno venire dei dubbi sulle loro motivazioni adombrando il dubbio di un mero presenzialismo, ovviamente spero che dopo questa esperienza almeno per qualcuno di loro inizi un percorso un pò più convinto. Ma forse sono punti di vista.In ogni caso se si fosse stati in decine di migliaia a lottare (e non a guardare lo spettacolo) credo che si sarebbe potuto resistere decisamente di più!
Un’ altra posizione che riscontro speso è che si tende a vedere il movimento studentesco come intrinsecamente rivoluzionario: ma a parte qualche collettivo che è dichiartamente tale, la maggiorparte è ben lontana da queste posizioni e lo si può notare dalle loro richieste.
Mi rendo conto che è appagante credere di aver partecipato a una giornata campale nelle lotte di liberazione, ma adagiarsi su questa convinzione restituisce un’immagine consolatrice che ci farà credere che i nostri sforzi finalmente stanno dando frutti ma piuttosto fittizia, e come unico effetto dà un appagamento intellettuale ben poco utile ai fini della lotta
1) chi se ne frega del PD!
il PD ha rappresentato e ha fatto rappresentare alla sua stampa una manifestazione inesistente, dove c’è una maggioranza pacifica rovinata da una minoranza di infiltrati.
Questo è del tutto falso, ed è strumentale al PD che non può ammettere quanto davvero avvenuto.
Nella stessa ottica va letto l’ijntervento di Saviano e le migliaia di lettere di critiche che ha ricevuto.
Repubblica, Il fatto, il PD, di pietro, hanno bisogno di dire cose che non sono avvenute per modificare la realtà e spacciare un movimento diverso, più politicamente corretto, è più sostenibile politicamente per la linea del PD.
2) in questo contesto vanno letti i finti comunicati apparsi su Repubblica. se vai a leggere questo comunicato http://www.anarchaos.org/2011/01/ancora-sui-fatti-del-22-dicembre-a-palermo-rivendichiamo-tutte-le-azioni-messe-in-atto-in-queste-settimane-dal-bloco-economico-alle-sanzioni-contro-le-banche-alle-occupazioni/
troverai la condanna di un collettivo palermitano contro Repubblica che ha messo il suo nome fra coloro che hanno preso le distanze dalle violenze, cosa mai avvenuta.
3) io non sono un esaltatore della violenza a prescindere. anzi, fosse per me vivrei in pace e in serenità. era giusto che il 22 non succedesse nulla, che si andasse a pulire i quartieri poveri di roma. però in quei giorni ci sono stati durissimi scontri a napoli e a palermo. alcuni link.
http://www.anarchaos.org/2010/12/la-rivolta-divampa-al-sud-giornate-di-scontri-a-napoli-e-palermo/
il fatto che nemmeno li citi mi conferma le mie impressioni su quanto ho scirtto anche a proposito di un altro articolo: mi sembra che l’autore sia profondamente padano. purtroppo le influenze leghiste si fanno sentire. molti, troppi, siti anarchici danno notizie che non scendono sotto bologna.
4) il movimento studentesco non è affatto un movimento rivoluzionario, ha delle proposte schifosamente social-democratiche come quella del reddito, ha degli infiltrati che vanno a parlare dal presidente della repubblica. è un movimento che in gran parte non condivido.
Sono tutte leggittime le tue critiche teoriche e nè condivido molte. Quello che non è giusto è modificare i fatti.
i fatti ci parlano di una rivolta di massa il 14 dicembre a roma, dalle quindicenni alle sessantenni con le ombrellate tirate a palazzo grazioli. questi sono i fatti. non si tratta di un movimento rivoluzionario. i vecchi troskisti hanno una definizione che amo moltissimo: “riformisti armati”. sono dei riformisti armati, gente che fa un gran casino, ma alla fin fine per obbiettivi modesti.
ma comunque i fatti ci dicono che il 14 c’è stata una sommossa di massa.
poi ci sono le mistificazioni. c’è una certa stampa che ha bisogno di rappresentare dei fatti diversi, di scrivere articoli con delle prese di distanze inesistenti e poi smentite, di modificare la cronaca reale di quanto avvenuto.
Mi stupisco che tale stampa abbia influenzato, anche in negativo non solo in positivo, non solo chi si è rallegrato della pacificità inventata del movimento ma anche chi la criticata. il tuo articolo è del tutto influenzato da questa stampa anche se ne ribalta il giudizio, criticando gli stenti per le prese di distanze inventate da repubblica. è il colmo
Dei finti comunicati di Repubblica non so nulla come non conoscono questo collettivo palermitano (in ogni caso so felice per il loro chiarimento), per il semplice fatto che la mia principale fonte di informazione non sono i giornali o le televisioni ma la vita. Avendo ancora conoscenze nell’università confermo che ci sono stati collettivi che hanno condannato i fatti del 14, e non lo so dai giornali ti ripeto. Come so che i quartieri (San Lorenzo e Pigneto) dove è passata la manifestazione del 22 a Roma non sono affatto quartieri poveri, col cavolo: questa sì che è una stronzata dei giornali e TG, sono passati decenni che li hanno trasformati nei quartieri dell’alternativismo, dei locali per uscire la sera a 5 euro a birra , veder sfilare parvenue e trovare l’ennesima droga pazza. Quartieri dove l’affitto di una stanza singola può arrivare a 450 euro!
In ogni caso perché dovrei fidarmi più dei giornali che dei miei occhi?
Il fatto che non cito gli scontri di Napoli e Palermo, non è perché sono più o meno inconsciamente influenzato dalla propaganda leghista e sotto il Po’ non succede nulla di buono, in effetti è un grande limite di ciò che ho scritto, lo riconosco, ma preferisco parlare di quello che vivo e conosco direttamente, piuttosto che raccontare di racconti di racconti…
Probabilmente nel 14 non vedo questa grande sommossa per un mio latente pessimismo: uno sfogo serve a poco se per il resto dell’anno fai il gioco del potere. Tra tutti quelli che hanno partecipato agli scontri mi risulta difficile credere che si avesse tutti un progetto rivoluzionario, come noti pure tu, e quello fosse un assaggio. In effetti c’erano anche stronzi con altrettanto stronze bandiere dell’italia in giro, e qualc’una giusto dietro lo spezzone anarchico(Parlo ancora di Roma) e mi inquieta vedere dei giustizialisti scendere in piazza. Altro che riformisti armati, sapevano molto più di forcaioli armati pronti a far scendere un re per issarne un altro. Questo perché loro non dico chi se ne frega del PD(o chi per loro), anzi sono ben imbevuti della loro putrida mentalità. Siamo ben lontani da sommosse che anelino a un obiettivo per lo meno simile a quello anarchico, perciò se mi rallegro nel veder risvegliarsi un minimo le teste, riuscendo anche ad abbattere il trito tabu della violenza, al tempo stesso non posso che essere critico di quei fatti, per evitare di sentirmene appagato, per capire cosa manca ancora.
Questo attuale, sì è un momento molto fecondo per le lotte attizzate da ogni parte, ma lo è altrettanto per quella grossa componente giustizialista a cui forse non dispiacerebbe un nuovo Direttorio à la rivoluzione francese, con tanto di aggiunta di moralismo e vi sono partiti politici che rispondono perfettamente a questo desiderio. Se Pd e affini continuano a blaterare e mistificare, è perché c’è ancora troppa gente che li ascolta. E non mi viene da dire “sti cazzi il Pd”. Perciò sommosse va bene, ma per cosa? Più che gioire o sperare per degli scontri, spesso desiderati e utili, mi rallegra vedere le teste delle persone per strade che si girano e si mettono ad ascoltare e chiedere, quando passa un corteo anarchico comunicativo che si augura la distruzione dello Stato, fuoco ai c.i.e. e un grosso vaffanculo a guardie e magistrati…questo mi suonerebbe di più come un preludio per una rivolta o meglio fosse rivoluzione, anziché un preludio per un altro sfogo.
Ovviamente spero di essere profondamente in torto e che la situazione è molto più aperta di quanto la descrivo, che ho preso un grande abbaglio e forse solo son sfigato a vivere dove vivo.