ago 27 2008

Documento-Incontro della Federazione Anarchica Informale a 4 anni dalla nascita

Materiale pubblicato a semplice scopo informativo
Leggi la Risposta di Gabriel Pombo da Silva alla FAInformale

QUATTRO ANNI…DICEMBRE 2006

- 4 anni sono passati dalla “Lettera aperta al movimento anarchico e antiautoritario” e della nascita della Federazione Anarchica Informale (Dicembre 2003).

- 4 anni dai pacchi regalo all’Unione Europea e a Prodi…e…a posteriori…sorge il rimpianto di aver avuto troppi scrupoli nel rovinare la giornata a qualche “innocente” segretaria…se al posto del clorato avessimo usato la dinamite…

- 4 anni sono passati, ed in questi 4 anni 6 gruppi si sono uniti alla “nostra” proposta iniziale: FAI/Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale, FAI/Cellule Metropolitane, FAI/Nucleo Rivoluzionario Horst Fantazzini, FAI/Narodna Volja, FAI/Rivolta Tremenda, FAI/Rivolta Animale.

- 4 anni sono passati, dove abbiamo sperimentato sulla nostra pelle il piacere di veder concretizzarsi e “autocostruirsi” un reale progetto di organizzazione informale insurrezionale.

- In questi 4 anni abbiamo portato a termine 7 campagne rivoluzionarie.

- In questi 4 anni abbiamo portato a termine almeno 30 attacchi tra esplosivi e incendiari a cose e/o persone…senza discriminare gli uni o gli altri, alcuni mirati all’eliminazione di una manciata di manovali della repressione:

COME E’ COMINCIATA

- Ottobre 1999: Pacchi bomba all’Ambasciata e Camera di Commercio Greca di Madrid, bomba ad una filiale della City Bank di Barcellona in Spagna. Bomba all’ufficio del Turismo Greco e pacco bomba alla caserma dei carabinieri del quartiere Musocco a Milano. Tutte le azioni sono realizzate da Solidarietà Internazionale in appoggio dell’anarchico greco Maziotis che era stato arrestato per alcune azioni realizzate ad Atene.

- 25 Aprile 2000 Pacco bomba ad un giornalista della Razon di Madrid in solidarietà con i detenuti del FIES.

- 25 Giugno 2000 Ordigno incendiario nella chiesa di Sant’Ambrogio a Milano, depositato da Solidarietà Internazionale per i detenuti FIES.

- 7 Giugno 2000 Due bombe al tribunale di Valcia in Spaga, sempre Solidarietà Internazionale in appoggio alla lotta del detenuti FIES.

- 18 Dicembre 2000 Dinamite sul Duomo di Milano. Azione di Solidarietà Internazionale per la lotta contro il regime di detenzione FIES.

- Luglio 2001 Pacchi bomba e incendiari ai Carabinieri (1 ferito), alla Prefettura a Genova, alla redazione del TG 4 e al Leoncavallo (pacco pieno di merda di cane) a Milano, alla Benetton a Ponzano Veneto e al sindacato dei secondini di Barcellona. A Bologna viene lasciata una bicicletta bomba per gli agenti di polizia. Tutte le azioni sono realizzate dalla Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (Occasionalmente spettacolare) contro il vertice del G8 che stava per tenersi a Genova.

- 25 Febbraio 2002 Motorino bomba nei pressi del Ministero dell’Interno a Roma, a colpire è la Brigata 2° Luglio per ricordare degnamente l’uccisione di Carlo Giuliani e di un ragazzo rom ucciso ad un posto di blocco.

- 10 Dicembre 2002 Due bombe esplodono nei pressi della Questura di Genova, è la Brigata 20 Luglio sempre in memoria di Carlo Giuliani e contro la violenza delle forze dell’ordine.

- Dicembre 2002 Vengono spediti cinque pacchi bomba a sedi dell’Iberia, alla redazione de El Pais, alla Rai a Roma e al TG 5 a Milano per sostenere la lotta dei prigionieri FIES. L’azione è realizzata dalle Cellule Contro il Capitale, il Carcere, i suoi Carcerieri e le sue Celle.

- 17 Giugno 2003 Bomba contro l’Istituto Cervantes di Roma, attacco realizzato dalle Cellule Conto il Capitale, il Carcere, i suoi Carcerieri e le sue Celle in solidarietà con la lotta contro il FIES.

- 8 Ottobre 2003 Bomba contro la sede Iberia a Roma, a colpire sono le Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale sempre in appoggio alla lotta contro il FIES.

NASCE LA FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE

- 21 Dicembre 2003 Due bombe esplodono nei pressi della casa di Bologna di Prodi allora presidente dell’Unione Europea. Dopo pochi giorni il maiale riceve anche un pacca incendiario. Nei giorni seguenti vari pacchi bomba raggiungono diverse istituzioni europee: Banca Centrale Europea, Europol, Eurojust, ufficio al capogruppo del Partito Popolare Europeo, ufficio di un membro del Partito Socialista Europeo. Tutte le azioni, che segnano la nascita della FAI, sono indirizzate contro l’Unione Europea.

- 30 Marzo 2004 Due bombe contro il commissariato Sturla di Genova, azione realizzata dalla FAI/Brigata 20 Luglio.

- 02 Aprila 2004 Due pacchi bomba vengono spediti a dirigenti del DAP dalla FAI/Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale.

- 8 Novembre 2004 Bomba contro una sede Manpower di Milano, azione realizzata dalla FAI/Cellule Metropolitane.

- 10/11 Dicembre 200430 Marzo 2004 Due bombe contro il commissariato Sturla di Genova, azione realizzata dalla FAI/Brigata 20 Luglio.

- 02 Aprila 2004 Due pacchi bomba vengono spediti a dirigenti del DAP dalla FAI/Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale.

- 8 Novembre 2004 Bomba contro una sede Manpower di Milano, azione realizzata dalla FAI/Cellule Metropolitane.

- 10/11 Dicembre 2004 Pacchi bomba alla sede del SAPPE e all’Associazione Nazionale Carabinieri di Roma inviati dalla FAI/Cellule Armate per la Solidarietà Internazionale.

- 2004 Azione esplosiva contro un allevamento di animali da pelliccia in provincia di Cremona realizzata dalla FAI/Rivolta Animale.

- 3 Marzo 2005 Attacchi con esplosivo alle caserme dei Carabinieri di Pra e Voltri a Genova e presso la caserma di via Monti a Milano, minacce al Festival di Sanremo. L’azione viene realizzata dalla FAI/Brigata 2° Luglio e dalla FAI/Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (Occasionalmente spettacolare) in ricordo di Marcello Lonzi ucciso dai secondini e contro il carcere.

- 6 Marzo 2005 Bomba contro il Tribunale di Ostia a Roma, l’azione è realizzata dalla FAI/Nucleo Rivoluzionario Horst Fantazzini.

- Maggio 2005 Tre pacchi bomba inviati dalla FAI/Narodna Volja al gestore del CPT di Modena, alla Questura di Lecce e ai Vigili Urbani di Torino campagna di solidarietà alle lotte dei migranti.

- Ottobre 2005 Due bombe contro la sede dei RIS di Parma e pacco bomba a Cofferati sindaco di Bologna. Azioni realizzate dalla FAI/Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (Occasionalmente spettacolare).

- 2 Giugno 2006 Due bombe contro la scuola alievi Carabinieri di Fossano, azione realizzata dalla FAI/Rivolta Anonima e Tremenda.

- Luglio 2006 Tre pacchi bomba inviati dalla FAI/Rivolta Anonima e Tremenda a Beppe Fossati direttore di Torino Cronaca, alla ditta Coema che lavora al raddoppio del CPT di Torino e a Chiamparino sindaco di Torino.

- In questi 4 anni, nonostante le mancanze tecniche e di comunicazione, abbiamo comunque fatto filtrare attraverso le maglie medianiche un messaggio chiaro: chi sono e cosa combattono gli anarchici; aumentando realmente le possibilità di comunicazione in fasce sociali che ci sarebbero diversamente precluse, perché difficilmente avvicinabili.

- In questi 4 anni nessun gruppo è stato individuato e distrutto dal nemico.

- In questi anni non siamo cresciuti come avevamo messo in conto, nè siamo riusciti, a parer nostro…e speriamo di essere presto smentiti, ad aprire una breccia consistente tra i nuovi arrivati all’idea anarchica, ammorbate sul nascere tra vecchie organizzazioni di sintesi che di organizzativo hanno mantenuto solo la struttura e nuovi incendiari a parole, che spaventano solo per la retorica rivoluzionaria paternalista con gli “ultimi” e di fatto indolore per i “primi”…

- In questi anni non siamo riusciti a far uscire fuori dai confini del movimento di lingua italiana il nostro progetto organizzativo.

Queste alcune considerazioni, da qui partiamo per migliorare ed aprirci nuove strade…chi vivrà vedrà!

Natale 2006, Paperopoli casa di paperino.

Partecipano COOPERATIVA ARTIGIANA FUOCO E AFFINI, BRIGATA 20 LUGLIO, CELLULE CONTRO IL CAPITALE, IL CARCERE, I SUOI CARCERIERI E LE SUE CELLE, SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE

Alcuni compagni che fanno parte dei gruppi fondatori della FAI Federazione Anarchica Informale, hanno deciso di incontrarsi per approfondire alcune considerazioni emerse all’interno dei gruppi. Tutti assieme hanno scelto di rendere pubblica la loro discussione, facendo circolare il più possibile la trascrizione dell’incontro. La trascrizione, a parte alcune omissioni dovute ad ovvi motivi di sicurezza, rispecchia esattamente il tono colloquiale e diretto dell’incontro, la scelta di rifiutare burocrazia e formalismi, come nella parte restante della nostra vita….

QUI – L’idea di Pippo di registrare e sbobinare l’assemblea mi piace, piace anche a Quo e Qua, per noi ne vale la pena anche se rischiamo di essere scoperti (fischi corna e scongiuri…) basta che Pippo, visto che si è offerto volontario (risa) si preoccupi di togliere tutte le chiacchiere di troppo, e di distruggere subito la registrazione.

PIPPO- Si certo la mia idea iniziale era di tirare fuori alcune questioni che noi non riusciamo mi a esprimere nel modo giusto, insomma, le cose fondamentali, quelle che ci fanno girare i coglioni quando le sentiamo dire o le leggiamo da qualche parte… Si, tipo far vedere a sto cazzo di movimento che non siamo fantasmi venuti dal nulla (risate…“ma che ti sei visto!?”…) vabbè a parte gli scherzi che prima di fare un’azione ci pensiamo mille volte e cerchiamo di lasciare al caso il meno possibile…Altro che indiscriminate…sono azioni talmente controllate che non siamo riusciti ancora a fare quello che ci piacerebbe…(risate). Poi non c’è niente di oscuro e clandestino nel nostro modo di vivere, la maggior parte di noi, sto parlando di quelli che conosco, dei gruppi fondatori viene dal movimento ci vive, conosce questa realtà, a volte pure facendo parte di situazioni, lasciamelo dire di merda, non so come fai…

PAPERINO- …lasciamo perdere, è una lunga storia…

PIPPO- A parte le frecciate a Paperino, mi spiego meglio mi capita troppo spesso di leggere o sentire commenti e dubbi orrendi su di noi e su quello che facciamo. La roba del tipo “provocatori” o “servizi segreti” per intenderci, oltre alla visione miope e opportunistica di quello che facciamo e diciamo. Così trascrivendo questo incontro, magari risultano più chiare alcune nostre dinamiche interne, i ragionamenti, i nostri rapporti…Questo anche per i compagni dei gruppi che non conosciamo.

NONNA PAPERA- Io ho ancora dei dubbi sul trascrivere questo incontro, non sarebbe meglio un’autointervista: ogni gruppo risponde a domande precise da tutti. Almeno evitiamo di fare una trascrizione che sarebbe falsata sicuramente per motivi di sicurezza.

PAPERINA- No, l’assemblea riportata su carta è più spontanea, chiarisce meglio la nostra realtà. Facciamo un giro di correzioni, passando ai diversi gruppi, così in un paio di settimane abbiamo lo scritto pronto per essere spedito. Paperino ed io ci occuperemo della stampa e della spedizione abbiamo un PC nuovo, pronto da rottamare (risate) però dovremo dividerci le spese di spedizioni, perché c’è molto da fare…

QUI- Vediamo i punti da toccare in quest’assemblea, è importante scegliere cosa socializzare, anche in forma frammentaria, potrebbe aiutare noi a farci capire meglio in generale, e poi io ho una voglia incredibile di comunicare con i gruppi che ci hanno seguito nella FAI, magari con un diffusione capillare riusciamo a raggiungerli e loro potrebbero comunicare con lo stesso metodo.

ARCHIMEDE- Una cosa bella per me di quest’esperienza è la sperimentazione, il mettere in pratica cose di cui prima parlavo solamente, unire pensiero e azione, evitare quel dualismo schizofrenico tra ciò che si dice e ciò che si fa. Per non parlare poi di una schizofrenia, un’alienazione più profonda: non poter parlare chiaramente con i compagni che ci sono attorno e che non sono dei nostri gruppi, non poter dire fino in fondo come la si pensa se no si rischia di esporsi e far rischiare i compagni. Insomma questa prudenza continua, quando a volte vorrei urlare in faccia alle persone le mie ragioni, questa cautela mi dilania.

QUA- Beh, anch’io provo cose simili ma ne soffro di meno…comunque, tornando al documento, come abbiamo intenzione di spedirlo? La stampa anarchica scarseggia, quella disposta a pubblicare testi che gli spediscono è poca e non è neppure giusto trasformare i compagni in bersagli della repressione, come spesso accade. Poi ci sono quelli che appena arriva qualcosa svengono e corrono dagli sbirri…Internet per noi, che con l’informatica siamo a zero, è un problema. Poi, dopo che hanno perquisito il server di indymedia per la rivendicazione delle bombe all’Unione Europea, sarà difficile che qualcuno si prenda la responsabilità di pubblicare nostri scritti…

PAPERINA- …E la libera informazione democratica, internet per tutti? (risate)

QUA- A parte le battute per me la comunicazione e la censura, quindi…sono problemi fondamentali… Una delle critiche più valide che ci è stata fatta riguarda proprio i veicoli per comunicare e la possibilità che i nostri comunicati siano falsificati dal potere, cioè che vista la nostra informalità e la volontaria non comunicazione diretta tra i nuovi gruppi, potrebbero creare falle e annientarci a livello comunicativo con false azioni e rivendicazioni.

PAPERINA- Per me non esiste un problema simile, in questi tempi è fantapolitica. Cioè o cercano di censurare, cioè cercano di non far pubblicare sui quotidiani le rivendicazioni che arrivano (e anche questo è difficile con i giornalisti che si buttano su qualsiasi notizia un po’ succosa) oppure la comunicazione riusciamo a farla filtrare da qualche parte tra le maglie del sistema.

QUI- Condivido parte di quello che ha detto Qua: comunicare bene è fondamentale. Le potenzialità di alcune azioni è stata limitate proprio dalla mancata diffusioni di gruppi nuovi o avvenute in provincia (risate). No, non ridete a volte a livello locale è più facile censurare prima di far finire nel gran circuito nazionale della comunicazione. Anche se non c’è una regola precisa, noi abbiamo sbagliato all’inizio dando poco peso alla comunicazione; sottovalutando in maniera superficiale il momento di gestire la rivendicazione abbiamo dimezzato l’effetto della nostra “moto bomba” al Ministero degli Interni. Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, forzare sulla spettacolarizzazione della azioni per far si che sia impossibile che i mass media censurino, inoltre dovremmo imparare ad usare meglio i mezzi informatici. Certamente vista la stupidità degli investigatori non possiamo delegare la diffusione delle nostre idee alla sola stampa di movimento. Per quanto riguarda eventuali rischi di provocazioni portate avanti usando la nostra sigla, sta a noi con la chiarezza delle azioni di avere la capacità di scoraggiare o rendere inefficaci le provocazioni, per il momento comunque questo problema non si è verificato.

PIPPO- Si la solita menata degli infiltrati e delle provocazioni…Tutte le cazzate che devo sentir, non solo dai nostri omini (risate “guarda che si offendono”) ma pure da persone che, almeno in teoria, certi meccanismi dovrebbero capirli…Che i moderati piangano (risate) per me è normale, è sempre stato così…non ho capito però perché si scaldano tanto certi pensatori (“che vuoi dire?”) ma si pensatori dal cervello piccolo, senza pensieri dentro, solo un paio di concetti base tipo “Gli anarchici non fanno…” per loro l’unica cosa che gli anarchici possono farsi, sono le seghe…(risate…) Comunque mi è bruciato molto vedere forme di dissociazione, di rifiuto della lotta da parte di compagni che a parole si dicono radicali. Da quando abbiamo iniziato a muoverci, e da quando si è alzato il livello della repressione si sono verificati fenomeni strani, anche il termine “insurrezionalismo” che una volta usavano un po’ tutti, è diventato tabù se ne impadronita la stampa…

PAPERINO- Non possiamo pretendere che tutti condividano le nostre azioni, non mi interessa questo…l’importante è che non ci infamino con certe accuse, che non ci sia malafede negli attacchi critici.

PAPERINA- Sta attento a come usi il termine “infami” io lo uso solo per chi fa arrestare i compagni, non per le differenze di idee…

PIPPO- Ma se le differenze di idee vengono usate per additare persone?

PAPERINA- Per me non è ancora successo, se dovesse accadere sapremo come comportarci. Piuttosto per me è strano dire “non possiamo pretendere che tutti condividano le nostre azioni”, le azioni non le faccio per il mio piacere personale ma perché credo sia una lotta giusta, quindi vorrei che la maggior parte di compagni fossero d’accordo e le facessero propria, se no vivremo in un movimento di spettatori…

PAPERINO …Noi di Solidarietà Internazionale abbiamo sempre avuto come priorità il comunicare attraverso l’azione, propagandare con i fatti le nostre idee. Abbiamo scelto di amplificare lotte intermedie come quella sul FIES in Spagna, di solidarizzare con gli anarchici arrestati in Grecia e altrove. Spesso sia io e lei (Paperina) che gli altri compagni del nostro gruppo, ci siamo chiesti se quello che abbiamo fatto influisse positivamente sulle lotte portate avanti dai compagni, dai detenuti… Siamo arrivati tutti alla stessa conclusione: che un’azione concreta d’attacco vale sempre, dà sempre i suoi frutti anche se tecnicamente fallita… Non è solo importante far danni ma far passare il messaggio. Purtroppo alcuni nostri fallimenti tecnici, è chiaro che non siamo specialisti ma abbiamo lavorato con fatica per crearci i mezzi, hanno vanificato l’incisività di certe azioni che potrebbero essere stata mille volte maggiore. Voi in seguito siete stati tecnicamente migliori.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Se non si hanno nozioni tecniche di base è sempre difficile e richiuso. A proposito alla fine dell’incontro vorrei socializzare con voi alcuni meccanismi…per me è importante parlare di questo e dimostrare che la facilità di reperimento dei materiali e la riproducibilità dei mezzi sono un dato di fatto.

QUO- Prima di addentrarci in questo, vorrei parlare ancora un po’ più di “teoria”, visto che quello che diciamo verrà diffuso mi interessa continuare a ribadire il motivo per cui continuiamo la propaganda armata un mezzo ancora utile per diffondere le idee anarchiche nell’occidente semi-pacificato del XXI secolo. Noi questo continuiamo a sostenerlo praticamente nelle azioni che portiamo a termine, voglio continuare a spiegare l’attualità e la giustezza anche in teoria. Per me troppi compagni, spaventati dal movimento che in questi anni si è ridotto e fermato, continuano (se posso dire così) a ripetersi il mantra del sociale, dell’accompagnare le -poche- lotte che sorgono spontanee senza fare mai il passo più lungo della gamba, appiattendosi su piattaforme di lotta spesso risibili. Non è che ho paura si sporcarmi le mani, ma non credo che sia utile alla progettualità rivoluzionari moderare il mio linguaggio o le mie azioni, bisogna avere l’onestà di dire e far vedere praticamente quello per cui lottiamo, saranno poi i singoli individui a decidere se stare dalla parte del potere o provare a lottare per una vita libera e degna di essere vissuta. Certo che questo da solo non fa la rivoluzione ma serve a gettare il seme di un modo vero e reale di combattere l’esistente, qualcosa per cui valga la pena di lottare.

PIPPO- Il nostro compito dev’essere, o almeno dobbiamo provarci, a buttare continuamente benzina sui piccoli fuochi di rivolta che si accendono qua e là. Visto che verrà trascritto tutto permettetemi di citarvi…(“permettiamo”risate) ora la vado a prendere… “Un pacco bomba ad un carabiniere e ad un pennivendolo asservito al potere o una bomba che provoca una semplice sbrecciatura nel muro di un carcere sono fondamentalmente utili, in un attivo evidenziano la vulnerabilità del dominio indicano chiaramente i nemici e la varietà dei mezzi per combatterli e soprattutto lasciano tutti liberi di valutare la possibilità di intervenire direttamente contro ciò che opprime!” (“AMEN” rumore di piatti, casino)

PAPERINO- Purtroppo in giro c’è ancora chi pensa che il conflitto sociale lo si possa innescare con la carta stampata, con proclami più o meno incendiari o peggio ancora facendo assistenzialismo, entrismo assistenzialista…si finirà per entrare nelle associazioni cattoliche…(risate). Non credo che la rivoluzione la faccia l’avanguardia armata e non è neanche auspicabile (“ma dov’è quest’avanguardia?” risate), ma non vi rendete conto a che livelli preteschi si è arrivati con la cosi detta lotta nel sociale.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Vorrei ricollegarmi a quello detto da Pippo con alcune…precisazioni tecniche (risate). Eh si lo so è un vizio! Anche a me ha dato fastidio sentire critiche, soprattutto da certi ambienti dell’anarchismo che non sono certo alieni all’utilizzo dell’azione violenta in certi casi (almeno in teoria…risate), anche se mi sembrano un po’ ignorantelli o superficiali a sentire le critiche. Come fanno a pensare tutte le volte che arriva un pacco bomba all’incolumità del postino o della segretaria? Prima di tutto avranno ben visto che come molti di noi continuano a ripetere, nessun innocente si è mai fatto male, anzi a forza di mettere in atto cautele tecniche (tempi, luoghi, modalità e dosi di confezionamento) purtroppo la stiamo facendo scampare anche ai colpevoli… Come se un pacco che si incendia e non scoppia, sia un capriccio del caso e non la scelta di evitare di far male alla segretaria. Naturalmente speriamo lo spavento corso le faccia aprire gli occhi, una volta dissipato il fumo (risate) sull’istituzione per cui lavora, e le invogli magari a cambiare mestire.

QUA- A me fanno imbestialire quelli che sminuiscono con falsa superiorità le azioni, prendendo magari per buone le cazzate dei giornali. Non li sfiora l’idea che se si nascondono due ordigni nei cassonetti dell’immondizia fuori da un carcere od una caserma e li si fanno esplodere a diversi minuti di distanza l’uno dall’altro non è per fare dispetto alla nettezza urbana ma per stanare e colpire qualche servo dello stato. Ci tengo a ripetere che se tali azioni sono fallite è da imputare solamente agli scrupoli eccessivi per non rischiare di coinvolgere passanti.

PAPERINA- Poi dobbiamo fare capire che anche quando un’azione fallisce rispetto al suo obbiettivo primario, crea comunque al potere numerosi danni economici e non solo. Ogni volta che ci avviciniamo a loro e gli depositiamo qualcosa sotto il culo li mettiamo comunque in pericolo e ridicolizziamo l’enorme apparato repressivo e di controllo che vantano di avere, per esempio le due bome a pochi metri dagli uffici dei RIS di Parma non devono essere stati uno scherzo per loro, peccato che la seconda non ha funzionato. (“sfiga” risa), queste azioni costringono il potere ad aumentare le misure di sicurezza…che tanto qualche nuovo ribelle riuscirà a superare.

NONNA PAPERA- Questo vale anche per un pacco inesploso: costringe gli aguzzini a vivere nella paura o sotto scorta e rende evidente a tutti l’infamità della loro attività. Un altro esempio è quello di Giovanardi, che vive sotto scorta da quando ha ricevuto dai nostri compagni della Narodnaja Volja/FAI un bel pacco regalo al CPT di Modena.

PIPPO- A proposito, a me piace la campagna contro il CPT di Torino, porta avanti dalla FAI/RAT, questi compagni hanno recepito bene la strategia che abbiamo utilizzato in questi anni, e cioè quella di portare avanti una lotta intermedia su contenuti rivoluzionari attraverso la radicalità dell’azione.

PAPERINA- Io invece devo dire che sono un po’ delusa dai risultati ottenuti sino ad ora: l’influenza sul movimento anarchico c’è stata, ma relativa, vedo uno stato letargico un po’ dappertutto non solo tra gli anarchici. Quando anni fa, con Paperino e pochi altri abbiamo fondato Solidarietà Internazionale, cercando di relazionarci abbiamo corso molti rischi, io mi aspettavo una crescita numerica maggiore, ho visto invece all’interno del movimento molti vecchi compagni rimanere al palo, immischiarsi in derive istituzionali o chimerici bagni nel sociale. Sarà banale ma la penso così!

ARCHIMEDE PITAGORICO- I numeri secondo me non contano, quando si parla di incidere nel sociale, di fronte a milioni di persone essere un movimento di 300 o 3000 non cambia, quello che conta è la qualità delle azioni che vengono fatte.

PAPERINO- Per me la qualità delle azioni è proporzionale al numero dei compagni coinvolti…da solo si fanno delle belle cose ma poi si finisce a dare cornate ai muri come tori infuriati, ci si fa più male che altro. Bisogna ampliare il coinvolgimento di compagni, è linfa vitale in questo momento.

PAPERINA- Ora si incazzeranno in molti! Anche all’interno del mio gruppo. Per me bisogna abbassare e diversificare il livello delle azioni, ora stiamo tutti rincorrendo l’obbiettivo di far fuori un servo dello stato…è giusto ma se ci limitiamo a questo degli anarchici, che non sono tra noi, possono rimanere spiazzati, non voglia dire che si impauriscono ma…

PAPERINO- No è cosa? (risate, battute)

PAPERINA- Non è semplice è c’è poco da ridere, sono spiazzata, tra chi blatera di provocazioni e chi si butta sulle lotte più astratte non riescono più a leggere bene la realtà che vivono. Guardate quello che è successo in Val Susa, per la lotta contro il TAV, ci si è interessata un ventagli sociale e politico vastissimo, dai sindaci ai cattolici, dai fascisti agli anarchici, li ha messi d’accordo una sola cosa… è bastato un candelotto esplosivo per farli gridare tutti allo scandalo (anarchici compresi)

ARCHIMEDE PITAGORICO- Secondo me il problema è opposto. Dobbiamo far vedere che facciamo sul serio, che non ci nascondiamo dietro cervellotici ragionamenti e non abbiamo problemi a passare all’attacco anche a rischio di giocarsi la vita!

PAPERINA- Che retorica del cazzo!

ARCHIMEDE PITAGORICO- Lasciami finire, il problema è un altro, abbiamo scrupoli non ci spingiamo mai oltre. Bisogna essere più efficaci, non lesinare con gli esplosivi e non aver paura di rischiare di far male ad una segretaria se l’obbiettivo è uccidere il padrone.

QUO- E’una questione di mezzi, bisogna usarne di più selettivi: pistole non esplosivo. Chiunque riesce a procurarsele, noi invece andiamo avanti a dinamite, diserbante e qualche manciata di polvere nera. Io parlo per il nostro gruppo, ne abbiamo già discusso, abbiamo deciso di procurarcele e iniziare ad usarle.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Non è questo il problema, io so come fare a farvele avere, da parte mia mi sembra di essere l’unico qui ad agire anche individualmente, per quanto ne so è meglio la buona vecchia dinamite: riesco a gestire tranquillamente l’azione e i tempi di fuga e soprattutto ha un maggiore effetto, spaventa di più insomma. E poi, lo ripeto il rischio di venire presi è molti minore, non possiamo permetterci di cadere siamo pochi e quindi, non ridete, preziosi.

PAPERINA- Bah, a parte salvare i gioielli di famiglia…non credo che i rischi con l’esplosivo siano bassi. Noi non siamo degli esperti, continuo a dirlo, però pur usando tutte le precauzioni del caso, una volta per colpa di un circuito elettrico isolato male stavamo per saltare in aria…non sto scherzando io già quella volta mi ero ripromessa di mollare con le bombe e usare le pistole, non per uccidere però!

ARCHIMEDE PITAGORICO- Come cazzo le vuoi usare, come fionde?

PAPERINA- Colpire senza uccidere è chiaro! Non perché non mi farebbe piacere uccidere qualche porco, ma per il solito, vecchi discorso…Insomma la repressione si scatenerebbe in maniera indiscriminata…

ARCHIME PITAGORICO- La repressione è sempre indiscriminata e poi gli anarchici devono essere pronti a sostenerla, mi dispiace per le retate di compagni, ma è sempre stato così, soprattutto con i giornali, le casse di solidarietà e compagnia bella…

PAPERINA- Che vuoi dire? Meglio loro che noi!? Sei scemo, non ti rendi conto che si i giornali chiudono le realtà di movimento si disgregano è un danno per tutti!

PAPERINO- Si ma non è colpa nostra, se gli anarchici fanno bene il loro mestiere è chiaro che il sistema si difende, quelli che per primi finiscono in gabbia sono i migliori tra quanti lavorano alla luce del sole.

QUI- Ma che dite? Se si spara arrestano tutto il movimento? Cazzate… E poi quando i comunisti hanno sparato, non hanno fatto retate nell’intero movimento, mi sembra? Al limite sono stati linciati mediaticamente come relitti del passato!.

PAPERINA- Non parliamo di relitti del passato che è la critica buona per tutti i rivoluzionari anche per noi, da qualsiasi intellettualino di sinistra che così può dedicarsi all’uncinetto senza problemi di coscienza…

ARCHIME PITAGORICO- Fammi spiegare non è per cinismo che dicevo che la repressione è indiscriminata. Noi con le nostre esplosioni e tutti gli anarchici e ribelli sociali che praticano azioni contro il dominio, contribuiamo ad alzare il livello della repressione. Nello stesso momento chiunque in questo periodo sceglie di propagandare determinate idee con giornali, circoli, via internet, è consapevole di finir nell’occhio del ciclone, che a noi piaccia o meno!

PAPERINA- Si, io comunque per il futuro cercherò una progettualità diversificata, anche con nuovi compagni, azioni forse meno spettacolare che salire sul tetto del Duomo (Milano) ma più diffuse, più riproducibili, anche se la parola non mi piace. Più veloci in termini di progettazione ed esecuzione, per capirci piccoli ordigni incendiari a pioggia sul territorio, pentole piene di benzina e bombolette del gas, insomma il KIT base del fai da te del piccolo anarchico! (risate)

PAPERINO- Si, lo abbiamo deciso con gli altri compagni di Solidarietà Internazionale che hanno preferito non venire… Sia per fedeltà allo statuto (risate) e soprattutto perché almeno tra noi abbiamo deciso di non rischiare mai di circolare assieme in più di due o tre persone per evitare troppi danni, se le cose si mettono male! Dicevo, non condivido tutto quello che dice Paperina, soprattutto non capisco perché un morto saltato in aria sia meno portatore di repressione di un morto sparato… condivido e metteremo in pratica la scelta di ampliare e diversificare le azioni…

ARCHIMEDE PITAGORICO- Allora buona fortuna, ma guardate che pure morire abbrustoliti è possibile…

PIPPO- Cerchiamo di tornare ai punti base, piuttosto che alle teorie sulla morte migliore (sic.). Maggior eclatanza e forza hanno le azioni, maggior numero di oppressi ne avrà notizia. Il nostro referente non può essere il movimento, è un ambito troppo ridotto e poco significativo, l’obbiettivo è comunicare nella società nella maniera più ampia a tutti gli oppressi.

NONNA PAPERA- Ricordati però che è dal movimento, cioè da quei compagni che consapevolmente hanno scelto di combattere l’esistente, che provengono quelli che le azioni le portano a termine.

PIPPO- Non è detto, e sicuramente non è sempre così. Poi, che ne sai che i gruppi nati in questi anni non siano composti da oppressi che abbiano scelto di ribellarsi? E poi qual è, dove comincia la differenza? E’un discorso chi mi piacerebbe approfondire, a rischio di essere banale, magari non ora, ma secondo me, noi viviamo in tempi magri parlare di “movimento” ora non ha senso.

QUI- Chiamalo come vuoi gente-movimento-società, non mi interessa, per me il problema – e li ha ragione Paperina a sollevarlo- è che siamo in pochi e con il tempo rischiamo di diventare degli specialisti, è un rischio da evitare!

QUO- Magari fossimo degli specialisti, con tutte ste bombe e bombette in questi anni siamo riusciti a fare solo un paio di sbirri feriti! Fanno di più allo stadio la domenica!

QUI- Non è questo il problema, questo genere di conti non torna mai. Il punto è l’idea che ci sta dietro, bisogna riuscire a portare in un periodo di pacificazione sociale la scintilla che incendi la prateria, come si diceva un tempo!

QUO- Sei un poeta! Ma mi sembra che ultimamente l’unica cosa che prende fuoco per iniziativa popolare sono i campi nomadi!

QUI- Non fare il nichilista di merda… Ste cose dei campi nomadi sono pilotate dai fascisti, si stanno coltivando un po’ di manovalanza di destra e fanno ste cose sotto gli occhi delle telecamere.

QUO- No, sei tu che ti sbagli: la destra sta facendo un lavoro serio, da anni, sia i fasci vecchia maniera che i leghisti, per creare un’opinione pubblica qualunquista, forcaiola e stanno pure bene attenti a pompare su temi come salute, ecologismo, ecc. che una volta non erano terreno loro.

QUI- Sarà che non mi capacito che i fasci si stiano ricostruendo la base sociale, mentre noi negli anni scorsi avevamo avuto crescita reale siamo di nuovi al palo… Ma vi ricordate il periodo del G8? A Genova molti di noi ci sono stati ed è stato un momento bellissimo, anche le azioni di Genova e Bologna che avevamo portato a termine in quei giorni avevano un ottimo riscontro.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Qua torniamo alla forza delle azioni, se al posto della polvere pirica, nel pacco aperto dal carabiniere di S. Fruttuoso ci fosse stata dinamite, le cose sarebbero andate meglio.

QUI- Si la febbre degli sbirri da alta sarebbe altissima, ma per farla altissima sarebbe stato meglio scendere in piazza non solo con la benzina ma con le pistole, i meccanismi di recupero fatti poi sarebbero stati più difficili.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Ci serva da lezione la prossima volta

QUI- Comunque anche l’attacco successivo alla questura di Genova, quello fallito per un pelo, ha dato buoni risultati! Il movimento ara ancora colpito nel vivo dalle porcate della repressione, nel sociale la reattività era buona. Io personalmente ho sentito entusiasmo anche da quelli che ultimamente non fanno altro che criticare e fare distinguo su quel che succede.

QUO- Guarda che anche allora è andata così: tutti contenti per la bomba sotto il culo dei questurini poi è arrivata la rivendicazione e giù con i soliti distinguo… la paura di ritorsioni sbirresche sul movimento viene cervelloticamente mascherata da rifiuto ideologico delle rivendicazioni, perché l’azione non rivendicata è riproducibile, frutto del mare del sociale ribelle mentre quella con la firma è di un’avanguardia…ma questi sono solo giochi di parole..

PIPPO- Si ma tranquillo che non è per tutti così! In questi anni sono nati almeno sei nuovi gruppi, molte cose sono state fatte, il messaggio è passato per non parlare di tutte le azioni non rivendicate o diversamente rivendicate che continuano a succedere.

PAPERINA- Tra l’altro anche i comunisti si stanno muovendo negli ultimi mesi, ho letto di diverse azioni, una a Livorno una a Milano mi pare.

QUO. Paperina, anche io ho momenti di pessimismo, come tutti ma l’alternativa mi piace ancora meno… Non ho voglia di richiudermi in qualche circoletto frequentato da cervelli impolverati, non voglio più partecipare a manifestazioni che sembrano cortei funebri di un idea precocemente spirata, non voglio diventare l’assistente sociale degli oppressi, ne il gestore di un bar alternativo, visto che anch’io sono un oppresso, non mi resta che agire…è semplice.

QUI- Sai che è quello che stiamo continuando a fare, ma sai anche che non sempre nei luoghi, fra virgolette ufficiali di movimento si parla male di quello che facciamo.

QUO- Non mi interessano gli spettatori più o meno soddisfatti, e poi almeno io conosco quali ambienti fasulli siano alcuni di questi in realtà, dove si fanno i benefit per i carcerati (o meglio per gli avvocati dei carcerati) per poi demonizzare qualsiasi forma di azione reale che rompe gli schemi preordinati…

PIPPO- Prima di sputare sentenze pensa al positivo, la crescita anche se minima c’è stata. Almeno all’inizio sui giornali, su internet, nelle varie realtà di movimento un grosso dibattito si è aperto sul velleitarismo o meno della nostra lotta, non sempre le vecchie cariatidi sono riuscite ad impedire ai compagni più giovani di farsi qualche domanda, e non ti dimenticare che proprio tra i più giovani molti si sono avvicinati grazie all’onda lunga del G8, e a Genova le pratiche messe in atto non erano certo da pacifisti o da FAI–formali.

ARCHIMEDE PITAGORICO- Mi sembra impossibile che da organizzazioni di quel tipo, anche per caso possa uscire fuori qualcosa di vitale. Guardate che anche a livello di rapporti di base quello che stiamo vivendo tra noi è impensabile per chi vivacchia utilizzando l’anarchismo come un hobby e circoli ed occupazioni come un dopolavoro. Rischiare la libertà per le proprie azioni ti dona una profondità e naturalezza nell’agire “politico” che un qualsiasi militante della FAI ufficiale o scribacchino si sogna.

PIPPO- Ti chiudo qui questo momento lirico su anime e corpi liberati su cui tra l’altro sono d’accordo (applausi) per farvi notare alcune falle del sistema… La prima è che le campagne proposte al di fuori dei 4 gruppi fondatori non sono mai state appoggiate dagli stessi. Per esempio FAI/Rivolta Animale non ha avuto risposta alcuna, per quanto ne so io e neppure il gruppo FAI/Cellule Metropolitane, con i suoi attacchi alle agenzie interinali a Milano, anche se ha agito contemporaneamente con FAI/Solidarietà Internazionale con l’attacco al carcere.

PAPERINA- E’ stata una coincidenza -piacevole di sicuro- ma non ne sapevamo nulla.

PAPERINO- Un problema è sempre quello della comunicazioni, la notizia dell’attacco animalista noi l’abbiamo avuta in ritardo, i massmedia a livello nazionale non ne hanno parlato o ci è sfuggita subito, quando l’abbiamo saputo eravamo già impegnati su altro.

PAPERINA- Sicuramente l’informazione e la comunicazione sono i nostri punti deboli, ma questa apparente disgregazione è anche la nostra forza, il nostro punto di imprevedibilità. Se neppure noi a parte i pochi qui, ci conosciamo tutti e tanto meno riusciamo a capire la forza numerica e la collocazione dei vari gruppi e quello che bolle in pentola, figuratevi la repressione.

QUI- I massmedia possono censurarci, ma dal momento che lo stanno facendo è una vittoria per noi, dimostriamo che la loro libertà d’informazione, e sto parlando anche di certi canali alternativi è andata a farsi sfottere…

PIPPO- Ciò non toglie che se non fanno passare le rivendicazioni e se distorcono l’entità delle azioni possono crearci grossi problemi, l’informazione non la possono garantire i giornali di movimento o almeno non solo loro, altre alla repressione che gli si carica addosso hanno comunque una diffusione limitata. Con internet va un po’ meglio ma anche i siti di movimento non è che vengano visti da milioni di persone…

ARCHIMEDE PITAGORICO- Bisogna continuare ad insistere sulla spettacolarità sulla visibilità massima… Se i fuochi d’artificio sono potenti li vedono e sentono tutti, il gioco è fatto! Basta far capire che non sono poi così complicati da costruire!

PAPERINA- Intanto io continuo a pensare ai meccanismi della repressione, magari in scala più diffusa vorrei fare una campagna in solidarietà agli arrestati anarchici, di quelle classiche per intenderci…
ARCHIMEDE PITAGORICO- Di questo e dei particolari tecnici che volve socializzare ne parliamo dopo ora vorrei fare un’ultima osservazione, ognuno per conto sui e Solidarietà Internazionale con la sua scelta di rendere più capillare la loro azione, io con i miei fuochi d’artificio, QUI QUO QUA con quello che riusciranno a trovare mi sembra che l’indicazione sia quella di continuare, qualcuno di noi ha parlato di meno, magari aggiungerà delle correzioni, per stanotte mi sembra che basti, a domani, ora BRINDIAMO ALLA RIVOLTA E ALL’ANARCHIA!!!!

7 commenti a “Documento-Incontro della Federazione Anarchica Informale a 4 anni dalla nascita”

  1. [...] Materiale pubblicato a semplice scopo informativo Leggi il Documento-Incontro della Federazione Anarchica Informale a 4 anni dalla nascita. [...]

  2. moreno scrive:

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    Da: “SEA” moncenisio@gmail.com
    A: morenoarealibera@aruba.it
    Cc:
    Data: Sun, 26 Dec 2010 20:28:31 +0100
    Oggetto: Re: [Tuttosquat] COMUNICATO AREALIBERA

    Caro Moreno,
    concordo in pieno con quanto da te espresso.
    Jacou di Nunatak
    Il giorno 26 dicembre 2010 11:37, morenoarealibera ha scritto:
    >
    Articolo tratto da L’unità e postato su Indymedia:
    Rivendicazione F.A.I. informale – Indymedia Lombardia
    Rivendicazione del Fai
    Ambasciata svizzera, roma
    Bombe anarco-insurrezionaliste, confezionate in Italia e spedite dal nostro Paese, parte di una ”campagna contro la repressione” che ha molte ”analogie” con quella partita dalla Grecia un mese fa con l’invio di 14 pacchi bomba in Europa con l’obiettivo di ”internazionalizzare la guerra rivoluzionaria”.
    Vanno letti in questa chiave gli attentati alle ambasciate di Svizzera e Cile a Roma e rivendicati dalla Federazione anarchica informale (Fai), una sigla apparsa per la prima volta nel 2003 quando lancio’ l’operazione ‘Santa Klaus’ con una serie di pacchi bomba indirizzati all’allora presidente dell’Ue Romano Prodi, al presidente del Ppe, ad Europol ed Eurojust. E proprio il contenuto della rivendicazione – ”Abbiamo deciso di far sentire di nuovo la nostra voce con le parole e con i fatti. Distruggiamo il sistema di dominio” conferma l’obiettivo degli anarchici di allargare i fronti di lotta cercando, dicono qualificate fonti di intelligence, di coordinarsi nelle azioni. La firma della rivendicazione e’ invece la conferma dei legami tra gli insurrezionalisti italiani e greci. Lambros Fountas – il nome della ‘cellula rivoluzionaria’ della Fai che ha rivendicato gli attentati di Roma – e’ un anarchico greco ucciso a marzo scorso ad Atene durante uno scontro a fuoco con la polizia. Fountas, secondo le autorita’ greche, era collegato a ‘Lotta rivoluzionaria’, l’organizzazione che si ritiene sia dietro l’attentato che uccise un assistente del ministro dell’interno greco a giugno.
    Proprio quella bomba fece risaltare agli occhi degli investigatori italiani le ”similitudini” con due ordigni esplosi in Italia nel 1999, davanti alla caserma dei carabinieri di Musocco e all’ente greco per il turismo a Milano. Gli attentati furono rivendicati da ‘Solidarieta’ internazionale’, una delle sigle che fanno parte della Federazione anarchica informale. La ”pista che viene seguita – conferma il ministro dell’Interno Roberto Maroni – e’ quella anarchica: ci sono dei precedenti, a novembre iniziative simili hanno riguardato alcune ambasciate in Grecia” realizzate da ”gruppi molto violenti”.
    Una pista ”attendibile”, aggiunge il sottosegretario Alfredo Mantovano, anche in considerazione del fatto che i due plichi esplosi ”erano simili”: 2 custodie di videocassette piene di esplosivo e bulloni, come quello finito nel petto di uno dei due feriti. C’e’ dunque un legame ”molto stretto” tra le azioni svolte dagli anarchici greci e quelli italiani. Legami, tra l’altro, esistenti fin dal 1998, quando una ventina di esponenti di spicco dei movimenti anarchici greci parteciparono in Piemonte ai funerali di Edo ‘Baleno’ Massari, l’anarchico accusato degli attentati in Val di Susa contro l’alta velocita’ suicidatosi in carcere. Modus operandi, tipologia dell’ordigno e obiettivi scelti, tra l’altro riconducono tutti al mondo anarco-insurrezionalista e a quelle sigle che in passato hanno gia’ colpito in Italia. Sotto la Fai hanno infatti rivendicato attentati la Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare), la Brigata 20 luglio, le Cellule contro il Capitale, il Carcere, i suoi Carcerieri e le sue Celle, e Solidarietà internazionale.
    Anche la scelta degli obiettivi, secondo gli analisti, e’ un ulteriore elemento che riporta al mondo anarco-insurrezionale: in Svizzera sono detenuti due anarchici italiani, Costantino Ragusa e Silvia Guerini e lo svizzero ticinese residente in Italia, Luca Bernasconi. I tre sono stati arrestati dalle autorita’ svizzere lo scorso 15 aprile con l’accusa di preparare un attacco contro una sede dell’Ibm: nella loro auto sarebbero state trovate ingenti quantità di esplosivo. Meno di due mesi fa, sui muri dell’ambasciata svizzera di Roma, era comparsa la scritta ‘Costa, Silvia e Billy liberi’, accompagnata da una molotov.
    E in carcere in Svizzera c’e’ anche Marco Camenish, il teorico dell’anarco-insurrezionalismo arrestato in Italia, nel 1991, con una condanna all’ergastolo da scontare: da anni per gli anarchici italiani e’ un simbolo. Il legame con il Cile e’ invece rappresentato dal nome di Mauricio Morales, l’anarchico morto a Santiago del Cile a maggio del 2009, ucciso dall’esplosione del suo zaino-bomba: gli attentati compiuti alla Bocconi di Milano e al Cie di Gradisca d’Isonzo a dicembre dello stesso anno sono stati rivendicati dalle ‘Sorelle in Armi – gruppo Mauricio Morales’. Sigla, anche questa, riconducibile alla Federazione anarchica informale.
    ============
    COMUNICATO AREALIBERA:
    E’ doveroso un intervento nel merito di queste vicende. Con l’assunzione di umiltà e di responsabilità, s’intende esprimere quanto segue:
    E’ in funzione di una personale e pluri-ventennale attività libertaria nel territorio, ad un’ampia e riconosciuta esperienza sociale esercitata in più luoghi d’Italia ed in costante interazione con più attivisti, che pubblica questo comunicato.
    1- Non intendiamo entrare nel merito d’investigare l’attendibilità, l’esatta provenienza, quali sono gli obiettivi e giudizi vari, ecc.. di queste azioni.
    2- Queste azioni riteniamo che portano alla distrazione alcuni, che indignano altri, che spingano ad emulazioni altri ancora e che comunque creano forti emozioni (pure contrapposte tra loro) nelle menti della popolazione. Non parliamone poi degli effetti mentali nelle teste delle guardie e della sbirraglia varia!
    3- Il progetto Arealibera principalmente è una azione collettiva svolta alla luce del sole. Nessuno del collettivo auspica di svolgere azioni che possano mettere a rischio d’arresto qualcuno o qualcun’ altra persona.
    Le porte al dialogo sono aperte a tutti. Se no che tipo di area-libera sarebbe?
    Le scelte di azioni dure vanno prese con la massima cautela e la massima responsabilità.
    Solo in gravissimi casi in cui si subiscono eclatanti repressioni, riconosciute da tutti. Un’azione aggressiva deve essere prima capita, accettata e compresa da una larghissima parte della popolazione.
    IN PRATICA: si devono sentire solo frasi popolari del tipo: . Diventa ovviamente chiaro che prima d’arrivare a situazioni di questa gravità, sono casi rari. Non sono fatti quotidiani, per fortuna !
    4- Pertanto è evidente che l’azione Arealibera sia concentrata non solo nella pratica del dissenso ma sopratutto nella pratica di COSTRUIRE INSEDIAMENTI CONCRETI. SPAZI SOCIALI ALTERNATIVI NEL TERRITORIO. Un’ esperienza collettiva all’autogestione in forma diretta e concreta.
    5- Moltissimi giovani che conoscono o contattano i fondatori del “Collettivo Arealibera” (sparsi nel territorio) non hanno nessuna intenzione di mettere come un loro primo obiettivo di vita lo scontro frontale o la guerra sociale. Ci son sempre più voci, più siti, più persone e media alternativi, che stanno mettendo in luce (e da diverse angolature) un fatto chiaro a tutti. Questo sistema (e tutti quelli precedenti) sono una merda!
    Tra poco lo sanno pure gli analfabeti.
    E ad oggi, sbraitare o far casini vari, serve a poco.
    Servono dei progetti condivisi, fattibili, di facile comprensione e realizzazione popolare.
    I progetti alternativi costosi e solo realizzabili da qualche elite (borghese) non possono anch’essi aver un lungo futuro.
    6- Il Collettivo Arealibera (al contrario) intende realizzare, costruire e dar spazio alla creatività a più persone possibili. Coinvolte e legate spiritualmente/idealmente alla realizzazione di un progetto sociale voluto e necessario. Fattibile, ampiamente condiviso e fortemente partecipato. E’ nell’interesse di tutti, vivere in una realtà a misura d’Uomo! (bambini in primis).
    7- Oltre lo “spirito critico” libertario è necessario pure uno “spirito pratico” libertario che sia in grado di realizzare dei progetti sociali sostenibili.
    Milioni di ragazzi e ragazze sono eticamente puliti, con dei sani principi e sentimenti. Delle brave persone. insomma.
    Arealibera non ritiene giusto incentivare in loro solo una aggressiva guerra ad oltranza contro questo sistema (già detto) di merda !
    Ma se si hanno delle idee, delle conoscenze è pure saggio iniziare ad organizzare delle azioni ALTERNATIVE E PERMANENTI SUL TERRITORIO. Verso nuovi stili di vita NATURALISTICI.
    In rispetto ed in contatto diretto il più possibile con ambienti rurali e naturali.
    Incentivare a vivere il più a lungo possibile in contatto con la natura ed in luoghi il meno inquinati.
    Molti giovani intendono forse creare una famiglia, fare dei figli, vivere tranquilli ed il meno stressati possibile. Con una auto-gestione economica onesta ed equamente distribuita tra le persone. Con delle professioni non alienanti o di becero sfruttamento, ma gratificanti ed eco-compatibili.
    Riteniamo che questa richiesta sia un diritto sacrosanto. Che va difesa, combattuta ed acquisita socialmente. Una lotta condotta alla luce del sole.
    Non siamo noi a doverci nascondere, ma al contrario gli infami al potere ed i loro servi del cazzo!
    L’intera popolazione (come sempre inizialmente diffidente) diffusi molti comunicati, visti molto chiaramente gli obiettivi e gli intenti libertari si dovrà ricredere. E molto probabilmente piano piano sarà dalla nostra parte! Serve però un lavoro lento, sobrio e di quotidiana pazienza. Viviamo e siamo un po come in un mondo di tanti bambini capricciosi (culturalmente). Pieni di paure, di invidie, di egoismi, di arroganze, di sospetti e chi ne ha …. più ne metta ! Purtroppo altri che non son bambini, spronano a controlli di massa, agli sfruttamenti, ad armamenti e scellerate guerre tra poveri.
    8- E’ da questi luoghi, da queste nuove aggregazioni naturalistiche che possono nascere nuove attività creative e sociali ?
    Il tutto è al fine di realizzare nuovi progetti “prototipo” su cui discutere ed elaborare modifiche. Anche l’apporto di critiche costruttive sono ben accette perchè permettono un’evoluzione ai progetti iniziali. Insomma, un tentativo ed iniezione di buon senso per tutti.
    Sicuramente bisogna uscire da questo modello fascista globale che ha ridotto la specie umana a dei consumatori robotizzati. A dei numeri fiscali squallidi ed omologati: dei moderni schiavi delle banche, delle multinazionali, del potere occulto massonico.
    Ma una cosa è certa:
    DI SICURO SIAMO IN MOLTI AD AVERNE LE PALLE PIENE DI QUESTA SITUAZIONE.
    Un’altro mondo è possibile per tutti?
    A prescindere da razze, ideologie, religioni, caste, gerarchie e confini?
    Questa è la sfida progettuale sociale, culturale, creativa e politica di Arealibera !
    Se ragioniamo umilmente anche in questa direzione, il progetto troverà una sua ampia e completa realizzazione.
    E le bombe per noi …. forse possono ancora attendere!
    Con affetto e simpatia. Un’abbraccio ai compagni e compagne libertarie ad un buon inizio anno 2011.
    Roma, 25 Dicembre 2010
    (A) – Moreno – Arealibera

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  3. Giochi scrive:

    Questo è uno dei miei preferiti. Personalmente lo trovo molto divertente.

  4. carlo scrive:

    Sentite bene come comincia il secondo comma dell’articolo “Trovata la rivendicazione dei plichi bomba alle ambasciate. Si tratta della Federazione Anarchica Informale firmata cellula rivoluzionaria Lambros Fountas” pubblicato su Roma Today il 24/12/10:

    “Quattro anni dai pacchi regalo all’Unione Europea e a Prodi…e…a posteriori…sorge il rimpianto di aver avuto troppi scrupoli nel rovinare la giornata a qualche ‘innocente’ segretaria…se al posto del clorato avessimo usato la dinamite…” inizia così il testo degli anarchici che in una parte recita: “Abbiamo deciso di far sentire di nuovo la nostra voce con le parole e con i fatti. Distruggiamo il sistema di dominio. Viva la Fai, viva l’Anarchia. Federazione Anarchica Informale cellula rivoluzionaria Lambros Fountas”.

    Notate qualcosa di strano? Sono le stesse parole del secondo comma del presente post, che però è stato pubblicato 4 anni prima dell’articolo.

    I compagni bombaroli non hanno più ispirazione lessicale oppure la fiction statale ha fatto davvero una grande gaffe?

  5. Documento incontro della federazione anarchica informale a 4 anni dalla nascita.. Bully :)

  6. Fear scrive:

    Solo gli stolti colpiscono gli indifesi e la gente comune non sono diversi dalle cellule terroristicche colpiscono alla cieca e si nascondono dietro pacchi bomba affrontate il vostro nemco a volto scoperto  . Nessuna ideologi o religione se pur estrema giustifica l'omicidio  solo gl estremisti i mlati di eroismo  concepiscono l'omicidio igiustificato di altri esseri umani . Persino gli animali non reamo armi perr distruggersi tra loro solo noi umani siamo tanto stupidi da creare armi per uccidere i nostri simili. 

    • Kaki scrive:

      Non è vero che "Solo gli stolti colpiscono gli indifesi e la gente comune". E' raro che gli stolti lo facciano. Meno raro che gli stolti lo facciano per conto di altri (in genere questi 'altri' sono coloro che vogliono o mantengono potere).
      E' vero invece che spesso, quasi sempre, sono coloro che governano che colpiscono gli indifesi e la gente comune.
      E poi la gente comune chi sarebbe? Un artificio mentale, un concetto adatto a creare un'area di non-responsabilità e quindi di inviolabilità. Invece non è così. Siamo in qualche modo tutti gente comune? Ma come si fa a verificare nella una simile approssimazione, un comodo aggiustamento mentale,  una comoda pezza d'appoggio?
      Ammettiamo di essere 'gente comune', non possiamo addossarci responsabilità in quanto non siamo noi i governanti, gli usurpatori del mondo e delle vite altrui. Tuttavia possiamo riconoscerci la responsabilità di essere ingranaggi di un sistema che di norma quotidiana colpisce, nella acquiescenza quasi totale di noi stessa 'gente comune', gli indifesi e la gente comune.
      Allora che facciamo? Siamo responsabili? Non siamo responsabili?
      Credo che ci sia molta confusione, specie nella gente comune. Più la gente comune è confusa ed è 'pre-occupata' (cioè è calata già prima in una situazione mentale alienata rispetto al proprio potenziale soggettivo) è più non può riconoscere pienamente le proprie responsabilità e le responsabilità degli usurpatori e dei governanti.
      Anche se volessimo riconoscerle, questo sforzo sarebbe vano e frustrante perchè non avremmo possibilità di reagire: ovvero di dismettere le proprie responsabilità e di rimuovere le responsabilità dei governanti e usurpatori (che sarebbero le nostre non-responsabilità).
      Ovvero, anche se indossiamo il vestito di 'gente comune', anche se possiamo sforzarci e far sofrzare gli altri a iniziare a riconoscere ciò di cui siamo responsabili consciamente e ciò di cui lo siamo inconsciamente e, sopratutto, che la responsabilità primaria non è nostra ma del mondo in cui ci siamo trovati a vivere, poi però non abbiamo la cognizione, la coscienza e,quindi, la forza per portare in atto questo discrimine teorico.
      Tuttavia, a ben vedere, anche questa impotenza è indotta e ben coltivata e mantenuta da governanti e usurpatori. In special modo giocando cn i ruoli. Si consente di riconoscere i ruoli di gente comune e indifesa, ma non si consente di riconoscere i ruoli di governanti e usurpatori violenti e criminali.
      Si riconosce e si esalta lo spettacolo della violenza puntuale ed eccezionale, ma si sottace e si accetta il profluvio omeopatico di violenza quotidiana praticata dal sistema di dominio su umani ed ecosistemi. Praticata dal sistema su preciso orsine e responsabilità di coloro che il sistema governano e di coloro che il sistema mantengono.
      Un esempio (fra i milioni di esempi possibili): è pacifico che la gente comune interiorizzi tranquillamente la possibilità di fucilare a mitraglia  decine di minatori, infatti la stessa gente comune deve pensare che i minatori non devono armarsi per difendere le proprie vite disgraziate e che in fondo gli schiavi da qualche parte devono per avere un maggior potere di acquisto del misero reddito riservato alla maggior parte della 'gente comune'.
      Un altro esempio (fra i milioni di esempi possibili): in Italia un uomo si da fuoco di fronte al parlamento, un atto palesemente politico, e nessuno fra la 'gente comune' si indigna. Quell'uomo 'comune' ha fatto qualcosa di non comune, ma gli altri fra la gente comune trova di meglio pensare che sia stato solo un pazzo disperato e che, al limite, quando gli capiterà, si trasformeza in pazzo isolato. Ma mai, giammai, considerarsi sani di mente socializzare i legittimi intenti di opporsi realmente al sistema di dominio.
      Un altro esempio (fra i milioni di esempi possibili): i militari occidentali, finanziati con le estorsioni fiscali sulla 'gente comune' che non ha la possibilità (e non vuole riconoscersela e cercarsela) di non pagare le gabelle, entrano in diversi villaggi afgani, li devastano e ammazzano donne e bambini. La 'gente comune' che deve pensare? Niente. E stato un pazzo. Beviamoci una frottola e tiriamo a campare, non tocca a noi.
      E allora, vanno bene certi proclami contro la violenza cieca; è doveroso riconoscere che la violenza è il terrorismo fra la 'gente comune' serve proprio per continuare a gestire la 'gente comune' e farla restare tale, ma nulla ci impedisce, almeno a livello mentale, di additare alla luce del sole la montagna immane dei sopprusi, delle crudeltà, delle violenze criminali e quotidiane e la responsabilità di tutto questo verso coloro che ne sono artefici: padroni, governanti e apparati militari e polizieschi.
      Perchè questo noi 'gente comune' non lo facciamo? Perchè non ci riuniamo sotto questo nobile e legittimo intento al fine di riuscire a trarne le dovute conseguenze dissipando l'infernale intreccio di responsabilità-nonresponsabilità vere e presunte?
       
       

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